Recinto come barriera fisica, naturale, come le montagne, i fiumi o gli steccati. Ma anche come barriera convenzionale, come una frontiera. Frontiere che sono lentamente sparite, superate dalla politica e dagli scambi economici. Da tante frontiere, ad un'unica frontiera, da tanti recinti ad un unico recinto, internazionale, che avvolge la nostra contemporaneità

I giannizzeri di Gheddafi

(fonte Corriere della Sera-Wikipedia), a cura di Roberto Di Ferdinando

Assediato dai raid NATO, Gheddafi sta organizzando la sua ultima difesa ed a Tripoli, oggi la sua roccaforte, mandate vie le famose amazzoni, le guardie del corpo donne, il rais si circonda degli uomini della prima fila, i suoi fedelissimi “giannizzeri”. Militari disposti a tutto per difendere il loro capo a cui sono devoti. Infatti il regime li ha reclutati bambini, li ha fatti studiare ed addestrati, facendoli diventare un corpo paramilitare d’elite. La loro caserma è a Zanzour, che già in passato aveva ospitato, appunto, i giannizzeri. Il termine giannizzero deriva dal turco yeniçeri, cioè nuove truppe, e si riferisce alla fanteria che formava la guardia personale e dei beni del Sultano ottomano. Creato nel XIV secolo fu abolito e sterminato dal Sultano Mahmud II nel 1826. I giannizzeri formarono il primo esercito regolare ottomano, gli incaricati del sultano obbligarono le comunità cristiane che vivevano in ambiente rurale a cedere i loro figli più robusti tra l’età dei 6 e 9 anni per addestrarli alla vita militare come giannizzeri. L’addestramento avveniva in un clima di rigida disciplina, erano obbligati a rispettare il celibato ed il Sultano era considerato padre de facto di ogni soldato.
I moderni giannizzeri hanno il compito, più che militare, quello di difendere Gheddafi da eventuali attentati, oltre a montare la guardia ai vari bunker della famiglia del rais, oltre a quello di Bab El Aziziya di Tripoli, ne esistono altri, costruiti negli anni Ottanta da società svizzere, su più livelli sotterranei ed in collegamento tra loro.
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