Recinto come barriera fisica, naturale, come le montagne, i fiumi o gli steccati. Ma anche come barriera convenzionale, come una frontiera. Frontiere che sono lentamente sparite, superate dalla politica e dagli scambi economici. Da tante frontiere, ad un'unica frontiera, da tanti recinti ad un unico recinto, internazionale, che avvolge la nostra contemporaneità

Il cibo sprecato

(fonte: Corriere della Sera), a cura di Roberto Di Ferdinando

Nelle settimane scorse si è svolto il Food and Nutrition, un forum sull’alimentazione proposto dalla Barilla ed ospitato dall’Università Bocconi di Milano. Dai numerosi interventi di esperti, tavole rotonde, conferenze e dibattiti è uscita una panoramica, per molti aspetti drammatica, dell’alimentazione mondiale. Infatti risulta che ogni anno nella spazzatura finisce un miliardo di tonnellate di cibo, che un miliardo di persone soffre la fame, mentre oltre un miliardo è vittima di disturbi e malattie legate ad una eccessiva e squilibrata alimentazione (l’80% degli over 65 è affetto da almeno una patologia cronica, e il 50% affetto da due o più malattie). Con almeno 22 milioni di tonnellate di cibo, periodicamente buttato via, si potrebbero sfamare almeno 44 milioni di persone con un giro di affari di 12 milioni di euro. E non solo cibo, esiste anche il problema dello spreco dell’acqua (bene disponibile sempre in quantità minori), ad esempio in Italia si sprecano una quantità d’acqua equivalente ad un decimo del Mar Adriatico.
Altri dati preoccupati: in India ogni anno 250.000 contadini si suicidano perché le multinazionali hanno acquistato terreni coltivati in OGM, che si inaridiscono dopo poche stagioni, mentre tre sole multinazionali posseggono 1.500 brevetti alimentari. Inoltre ad aggravare la situazione la costante diminuzione della produttività agricola di vaste zone della Terra dovuta a fenomeni naturali, ma principalmente a responsabilità (ad esempio il fenomeno del land grabbing – accaparramento di terre – già trattato da RI: http://recintointernazionale.blogspot.com/2011/05/arraffa-terra.html). Ed ancora, la produzione di piante OGM che nel mondo è concentrata in 10 Paesi industrializzati, con il 96% dei 148 milioni di ettari totali di superfici coltivate a transgenico, mentre altri 19 Paesi producono il restante 4%. In Europa, nonostante la perplessità della maggioranza dell’opinione pubblica, si impiegano quotidianamente sementi OGM in Germania, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia, Romania, Spagna e Svezia, coinvolgendo terreni per oltre 100.000 ettari.
Intanto è stato stabilito che il 2013 sarà l’anno europeo contro lo spreco, promosso dalla Commissione agricoltura della UE.
RDF

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