Recinto come barriera fisica, naturale, come le montagne, i fiumi o gli steccati. Ma anche come barriera convenzionale, come una frontiera. Frontiere che sono lentamente sparite, superate dalla politica e dagli scambi economici. Da tante frontiere, ad un'unica frontiera, da tanti recinti ad un unico recinto, internazionale, che avvolge la nostra contemporaneità

Un problema energetico in più per l’Italia

(fonte: Corriere della Sera), a cura di Roberto Di Ferdinando

Nel 2010 l’Italia importava petrolio dalla Libia, Siria e Iran per il 39% del proprio fabbisogno; nel dettaglio il 23% dalla Libia, il 13% dall’Iran e il 3% dalla Siria. Ma nell’ultimo anno con la guerra civile in Libia e le sanzioni petrolifere nei confronti di Iran e Siria, il nostro paese è stato costretto a rivedere i propri partner energetici. Infatti sono raddoppiate le importazioni di petrolio dall’Arabia Saudita (14% del proprio fabbisogno) e sono aumentate quelle dai nostri fornitori storici, quali la Russia, Azerbaigian, Nigeria e Angola. Rimangono per il momento invariate le importazione da Teheran, ma per quanto ancora? Le sanzioni contro l’Iran saranno difatti operative tra 5 mesi. Il problema è che non è semplice trovare nuovi fornitori perché il greggio presente nella Terra non è tutto uguale, non ha costi ovunque uguali per essere estratto ed il suo prezzo al barile varia da zona a zona di estrazione. Ad esempio il petrolio iraniano è un petrolio “pesante” ed è possibile sostituirlo con quello russo che però sta già aumentando di prezzo con conseguenze sulle bollette industriali e private, un problema in più in una fase di crisi economica generale.
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