Recinto come barriera fisica, naturale, come le montagne, i fiumi o gli steccati. Ma anche come barriera convenzionale, come una frontiera. Frontiere che sono lentamente sparite, superate dalla politica e dagli scambi economici. Da tante frontiere, ad un'unica frontiera, da tanti recinti ad un unico recinto, internazionale, che avvolge la nostra contemporaneità

Ricordare Stefano Gay Taché

Testo di Roberto Di Ferdinando

Stefano Gay Taché era un bambino italiano, di religione ebraica, che il 9 ottobre 1982 rimase ucciso (40 i feriti) nell’attentato palestinese che colpì la Sinagoga Maggiore di Roma, alla fine della celebrazione di una festività ebraica a cui il piccolo Stefano aveva partecipato con la sua famiglia.
Oggi a distanza di 30 anni, parlamentari, giornalisti, uomini di cultura e la Comunità Ebraica di Roma chiedono ufficialmente al Presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano, che il prossimo 9 maggio, nella cerimonia solenne in cui si ricordano le vittime italiane del terrorismo interno e internazionale, Stefano Gay Taché  sia inserito in quel triste elenco e ricordato con solennità e rispetto, ad oggi infatti il suo nome non compare nella lista delle vittime del terrorismo.
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