Recinto come barriera fisica, naturale, come le montagne, i fiumi o gli steccati. Ma anche come barriera convenzionale, come una frontiera. Frontiere che sono lentamente sparite, superate dalla politica e dagli scambi economici. Da tante frontiere, ad un'unica frontiera, da tanti recinti ad un unico recinto, internazionale, che avvolge la nostra contemporaneità

Il mondo delle donne

(fonti: Corriere della Sera – World Economic Forum – The Independent), a cura di Roberto Di Ferdinando

Il World Economic forum ha reso pubblico “The global gender gap 2011”, la classifica che indica i paesi dove le donne vivono meglio.
Come indicato in un altro mio post (http://recintointernazionale.blogspot.it/2011/12/il-paese-per-le-donne.html ), anche per l’anno 2011 è confermata, per la terza volta consecutiva, la prima posizione in classifica dell’Islanda, dove in ambito scolastico, lavorativo, politico e di salute si registra la più alta parità dei sessi. Ultimo posto è ricoperto invece dallo Yemen (l’Italia è al 74° posto), mentre il paese più pericoloso, per la stessa incolumità di una donna, è l’Afghanistan. Ma la classifica evidenzia anche molte sorprese. Ad esempio, il paese dove le donne sono più rappresentate nelle assemblee parlamentari è il Ruanda (45 parlamentari su 80 sono donne), mentre in Arabia Saudita, Yemen, Qatar, Oman e Belize nei parlamenti non siede alcuna donna, invece nello Sri Lanka per 23 anni le donne sono state capi di Stato. E ancora un paese africano ricopre il primo posto nella classifica dell’alfabetizzazione, infatti, nel Leshoto le donne alfabetizzate sono il 95% contro l’83% degli uomini, ma l’Africa occupa anche l’ultimo posto in questo settore, con l’Etiopia, dove solo il 18% delle donne sa leggere e scrivere. L’accesso all’università per le donne è maggiormente garantito in Qatar dove sei donne ogni uomo si iscrivono a corsi universitari (il peggiore è il Ciad). Ancora l’Africa (continente dalle mille contraddizioni) è sul gradino più alto con il Burundi per la partecipazione femminile alle attività lavorative (ultimo il Pakistan), il maggior numero di donne manager è il Thailandia (45%), il minore in Giappone, solo l’8%, mentre in Giamaica i lavori altamente qualificati sono svolti per il 60% dalle donne. In Lussemburgo e Norvegia le donne ricevono gli stipendi più alti, in Arabia Saudita quelli più bassi. In ambito artistico la parità si registra in Svezia, mentre nello sport è negli USA che le donne hanno i maggiori ingaggi al mondo, mentre l’Arabia Saudita non ha mai inviato una donna alle Olimpiadi.
La Grecia conquista il primo posto per la sicurezza dei parti, infatti si verifica una morte ogni 31.800 nascite, in Norvegia, dove è altissima e di qualità l’assistenza alla maternità, la mortalità materna è di uno ogni 7.600 nascite; la più alta mortalità si registra invece in Sudan, dove operano in assoluto solo 20 ostetriche. Il più alto tasso percentuale di divorzi si registra nell’Isola di Guam (il più basso in Guatemala), il maggior tempo libero goduto dalle donne è in Danimarca, mentre il più basso è in Messico. Le donne giapponesi vivono di media 87 anni, contro gli 80 degli uomini.
RDF

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

*