Recinto come barriera fisica, naturale, come le montagne, i fiumi o gli steccati. Ma anche come barriera convenzionale, come una frontiera. Frontiere che sono lentamente sparite, superate dalla politica e dagli scambi economici. Da tante frontiere, ad un'unica frontiera, da tanti recinti ad un unico recinto, internazionale, che avvolge la nostra contemporaneità

Costi e benefici delle medicine complementari

(fonte MC – Toscana), a cura di Roberto Di Ferdinando

In periodo di “spendig review”, espressione inglese per indicare in maniera più gentile, il brutale termine di tagli alla spesa pubblica, sono state rivalutate e prese in maggiore considerazione alcune ricerche-studi sui costi e, ancor più importante, sui benefici delle medicine complementari o alternative.
Dalla pubblicazione MC Toscana, riporto qui alcuni interessanti dati tratti da ricerche internazionali.
L’European Journal of Healt Economics ha effettuato un’indagine confrontando medicine complementari e medicine ufficiali su un campione di 1.913 medici. Il risultato è stato che i pazienti di medici formati in medicina convenzionale spendono meno anche del 30% in sanità (ricoveri più brevi, meno farmaci prescritti) e vivono più a lungo, anche qui più del 30%.
Uno studio britannico (Spence  DS, Thompson EA, Barron SJ, “Homeopathic treatment for chronic disease: a 6 year università-hospital outpatient observational study” – J Altern Complement Med.) ha preso in esame il consumo di medicinali convenzionali prima e dopo un trattamento omeopatico  su 500 pazienti in cura presso il Royal London Homeopathic Hospital. Il 29% dei pazienti ha sospeso, dopo il trattamento omeopatico, la cura convenzionale, il 32% lo ha interrotto, il 33% ha mantenuto la stessa quantità, mentre il 6% ha aumentato le quantità.
Un altro studio inglese ha seguito le spese in farmaci convenzionali e omeopatici di 100 pazienti per 4 anni, la spesa in medicine complementari è risultata economica di 100 euro per paziente. Ed i benefici?
Lo studio di Van Wassehoven e Ives del 2004 (An observational study of patients receiving homeopathic treatmen – Homeopathy) ha evidenziato che le terapie omeopatiche hanno costi più contenuti e molti pazienti hanno sospeso l’utilizzo di  prodotti di sintesi. Ed ancora, i risultati della ricerca tedesca di Claudia Wiit e colleghi (Outcome and costs of homeopathic and conventional treatment strategies: a comparative color study in patients with chronic disorders – Complementary Therapies in Medicine), hanno evidenziato che in gruppi di pazienti simili, i soggetti curati con medicinali omeopatici presentavano risultati clinici migliori a parità di costo di quelli trattati con cure chimiche.
Paterson e colleghi (Treating dyspesia with acupunture and homeopathy: reflections on a pilot study by researchers, practioners and participants 2003 – http://www.sciencedirect.com/) hanno presentato un loro studio in cui l’agopontura ha evidenziato costi ed efficacia simili a quelli della medicina ufficiale nel trattate la dispepsia (difficoltà di digestione e gravi conseguenze).
Il rapporto “The role of Complementary and Alternative Medicine in the NHS – an investigation in to the potential contribution of mainstream complementary terapie to healthcare in the UK (2005) di C. Smallwood, ha concluso che diverse medicine complementari consentono di realizzare risparmi della spesa sanitaria e che alcune di esse possono essere più efficaci della medicina convenzionale nel trattamento di patologie croniche e psicosociali e nelle cure palliative del dolore e nausea.
Infine un esempio italiano. La ricerca svolta dall’ambulatorio omeopatico dell’ASL 2 di Lucca (E. Rossi, Cost-benefit evaluation of homeopathic versus conventional therapy in respiratory diseases – Homeopathy – 2009) su pazienti con allergie respiratorie, ha indicato che le terapie complementari hanno determinate una riduzione del 72,96% il primo anno di cura e del 68,20% nel secondo, mentre la spesa di  cure farmacologiche è aumenta del 12% il primo anno e del 45,2% nel secondo.
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