Recinto come barriera fisica, naturale, come le montagne, i fiumi o gli steccati. Ma anche come barriera convenzionale, come una frontiera. Frontiere che sono lentamente sparite, superate dalla politica e dagli scambi economici. Da tante frontiere, ad un'unica frontiera, da tanti recinti ad un unico recinto, internazionale, che avvolge la nostra contemporaneità

Agente Orange

(fonte: Corriere della Sera), a cura di Roberto Di Ferdinando

Agente Orange, non si tratta di un nome in codice di una spia, ma di un agente chimico utilizzato dagli USA nel conflitto “sporco” del Vietnam (1960-1975). E non si tratta neanche dell’oramai fatalmente famoso napalm, ma di un defoliante, capace di distruggere rapidamente la vegetazione della giungla vietnamita, con lo scopo di eliminare i nascondigli e le coperture naturali utilizzate dalla guerriglia comunista. Si calcola che tra il 1962 ed il 1971 l’aviazione statunitense abbia sparso su un quarto del territorio del Vietnam 80 milioni di litri di diserbanti con un alta presenza di diossina. La produzione dell’Agente Arancione (il nome deriva dal fatto che questo diserbante era confezionato in barili con un sigillo arancione) fu voluto dal presidente John Fitzgerald Kennedy. A distanza di quasi quarant’anni, oltre al disastro ambientale, il Vietnam denuncia a Washington che tale bombardamento chimico ha colpito con effetti nefasti per la loro salute, circa 3 milioni di persone, ed ancora oggi almeno un milione, di cui 150.000 sono bambini, deve fare i conti con quell’eredità tossica: deformazioni fisiche, forme tumorali, gravi ritardi mentali ed altro ancora. A rendere ancora più tragica la vicenda, il fatto che ormai, in varie zone del Vietnam, la diossina è entrata nel ciclo alimentare. Gli Stati Uniti il 10 di agosto, paradossalmente la stessa data in cui fu, nel 1961, testato per la prima volta il diserbante, hanno firmato un accordo con Hanoi, finanziando per 43 milioni di dollari la bonifica di alcune zone del Vietnam, che prevede la rimozione di 73 milioni di metri cubi di terreno.
Per completare l’informazione, nel 1984 Dow Chemicals e Monsanto (produttrici del diserbante) pagarono un indennizzo di 180 milioni ai veterani USA che avevano subito gravi danni di salute nell’impiego dell’Agente Arancione, mentre la Corte Suprema, pochi anni dopo, annullò la causa intentata da alcuni vietnamiti contro i produttori del diserbante.
RDF

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