Recinto come barriera fisica, naturale, come le montagne, i fiumi o gli steccati. Ma anche come barriera convenzionale, come una frontiera. Frontiere che sono lentamente sparite, superate dalla politica e dagli scambi economici. Da tante frontiere, ad un'unica frontiera, da tanti recinti ad un unico recinto, internazionale, che avvolge la nostra contemporaneità

Putin alla conquista dei mari

(fonte: Sette-Corriere della Sera), a cura di Roberto Di Ferdinando

Appena tornato alla presidenza della “Grande Madre Russia”, Vladimir Putin ha autorizzato l’aumento del 19% delle spese militari, e una consistente parte dei soldi da spendere sarà destinata alla marina militare. Ad oggi Mosca può disporre al di fuori dei confini dell’ex URSS, solo di una base navale, quella di Tartus, in Siria, ecco comprensibile la resistenza di Putin a qualsiasi cambiamento alla guida di Damasco. Quindi i diplomatici russi stanno negoziando un nuovo accordo con le autorità vietnamite per riottenere la gestione della base navale di Can Ramh Bay, ma il governo di Hanoi, che ha aperto negli ultimi anni agli USA con i quali ha stretto accorsi economici e commerciali, non è più disposta a cedere la sovranità della base, ma solo di un punto d’appoggio, senza indispettire il nuovo alleato americano. Putin non si è perso d’animo e sta puntando così anche a Cuba, dove si consumò la crisi nucleare con gli USA nel 1962. La base sovietica di Lourdes fu abbandonata dai russi nel 2002, ma ora questi sembrano pronti a tornarci. Mosca sta sondando il terreno per basi navali anche nelle Seychelles. Ad oggi la marina militare russa conta 5 flotte ed è composta complessivamente da 30 navi, ma il numero, visto i finanziamenti, potrebbe aumentare.
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