Recinto come barriera fisica, naturale, come le montagne, i fiumi o gli steccati. Ma anche come barriera convenzionale, come una frontiera. Frontiere che sono lentamente sparite, superate dalla politica e dagli scambi economici. Da tante frontiere, ad un'unica frontiera, da tanti recinti ad un unico recinto, internazionale, che avvolge la nostra contemporaneità

Le banche abbandonano Obama

 (fonte: Corriere della Sera), a cura di Roberto Di Ferdinando

Si fa più in salita la strada per la rielezione di Barack Obama alla presidenza degli USA. Infatti, dopo il deludente faccia a faccia televisivo con lo sfidante, il repubblicano Mitt Romney, dal quale Obama è uscito palesemente sconfitto, l’attuale presidente USA deve incassare la notizia negativa che la Goldman Sachs non finanzierà più, come in passato, la sua campagna elettorale. In questo periodo in cui la società vede malissimo il mondo dei banchieri, forse non è poi una cattiva notizia per Obama, anzi, potrebbe aumentargli il supporto di molti “indignati” statunitensi. Eppure lo staff del presidente Obama giudica la scelta della Goldman Sachs, pessima. Infatti la banca d’affari da oltre quarant’anni aveva sempre finanziato le campagne presidenziali e le convention democratiche, ed anche lo stesso Obama, nel 2008, aveva ricevuto da questa banca oltre un milione di dollari. Ma adesso le scelte della Goldman Sachs sono cambiate e in maniera talmente radicale che oggi finanzia i repubblicani. Ed a preoccupare ancor di più Obama ed i suoi uomini è la notizia che anche le altre banche d’affari statunitensi hanno virato la loro rotta del finanziamento verso Romney. Alcuni dati. La Goldman Sachs ha finanziato quest’anno Obama per 136.000 dollari, contro il già citato milione del 2008 e ai 900.000 dati negli ultimi mesi a Romney. La Morgan Chase, la Morgan Stanley, il Citygroup e la Bank of America nel 2008 diedero 3,5 milioni di dollari alla campagna di Obama, oggi le hanno donato 650.000 dollari, mentre a Romney la bellezza di 3,3 milioni di dollari. Complessivamente dalle banche sono arrivati quest’anno a Obama 12 milioni di dollari, al suo sfidante quasi il doppio.
Secondo il Wall Street Journal, che ha rivelato la notizia, le banche hanno voluto così “punire” Obama per la sua politica. Infatti il presidente, dinanzi alla crisi, innescata proprio dalle banche d’affari, ha avviato una regolamentazione severa dei mercati ed escludendo le banche dai forum decisionali governativi in materia finanziaria. Queste così hanno visto perdere potere ed inizialmente anche profitti. Oggi quindi hanno servito la vendetta, ma queste soffrono anche di una memoria corta, infatti, molte banche che oggi girano le spalle al presidente Obama, all’inizio del suo mandato, in piena crisi finanziaria, avevano ricevuto ingenti aiuti economici per essere risollevate. Oggi ripreso il loro regime di profitti e prestigio hanno però scelto il candidato repubblicano.
RDF

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