Recinto come barriera fisica, naturale, come le montagne, i fiumi o gli steccati. Ma anche come barriera convenzionale, come una frontiera. Frontiere che sono lentamente sparite, superate dalla politica e dagli scambi economici. Da tante frontiere, ad un'unica frontiera, da tanti recinti ad un unico recinto, internazionale, che avvolge la nostra contemporaneità

Il Monopoli africano

(fonte: Corriere della Sera), a cura di Roberto Di Ferdinando

Lagos, la capitale economica della Nigeria (la capitale politica è Abuja), è la città più popolosa (20 milioni di abitanti! E la Nigeria è il paese più popoloso d’Africa con 160 milioni di abitanti) e dinamica del continente africano. Oggi Lagos ha anche un altro primato, infatti, è la protagonista della nuova edizione del Monopoli (non a caso l’uomo più ricco d’Africa è un nigeriano ed è un produttore di cemento). I suoi quartieri appaiono sui riquadri dei uno dei giochi da tavolo più diffusi al mondo. Il famoso Parco della Vittoria (nell’edizione italiana è il quartiere più ambito e costoso) nell’edizione nigeriana si chiama Banana Island, la zona più residenziale di Lagos, che sorge su un’isola artificiale,  dove gli affitti arrivano a costare anche 10.000 euro al mese. Invece il quartiere più povero (il Vicolo Corto o Vicolo Stretto), è Makoko, dove le povere abitazioni sorgono su improvvisate palafitte nella laguna. Nelle caselle del gioco compaiono anche banche, centri commerciali, autorità cittadine (la Borsa cittadina oppure Kirikiri Jail che è la prigione) ed altre attività (il nightclub New Africa Shrine) ben liete di sponsorizzare il loro nome sul tabellone da gioco.
L’idea di “ambientare” la versione africana a Lagos, è stata di Nimi Akinkugbe (studi alla London School of Economics di Londra e già banchiera) giovane imprenditrice nigeriana che a capo della società Bestman Games.
La versione originale del gioco, americana, fu realizzata negli anni Trenta ed ambientata ad Atlantic City, poi fu esportata in tutto il mondo e modificata sulle caratteristiche di una delle principali città del paese in cui era diffusa. In Africa fino ad oggi esistevano due sole versioni, una marocchina ed una sudafricana, quest’ultima, fino al 1994, cioè fino alla fine dell’Aparthaid, si giocava in due lingue (inglese o afrikaans), su più città, ma i nomi dei luoghi si riferivano solo a quelli dei bianchi.
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