Recinto come barriera fisica, naturale, come le montagne, i fiumi o gli steccati. Ma anche come barriera convenzionale, come una frontiera. Frontiere che sono lentamente sparite, superate dalla politica e dagli scambi economici. Da tante frontiere, ad un'unica frontiera, da tanti recinti ad un unico recinto, internazionale, che avvolge la nostra contemporaneità

Il ritorno della geografia

(fonte: La Lettura – Corriere della Sera), a cura di Roberto Di Ferdinando
In un mondo caratterizzato dalla globalizzazione e dalla realtà virtuale e immateriale  delle nuove tecnologie può apparire strano che la geografia sia comunque ancora oggi una scienza di cui non si possa trascendere. Enric Juliana, vicedirettore de La Vanguardia, nelle settimane scorse sull’inserto culturale “La Lettura” del Corriere della Sera, ci ricorda questo. Juliana cita Robert Kaplan, viaggiatore e consulente del Dipartimento della Difesa USA, che recentemente ha pubblicato “The Revenge of Geography” (L a Rivincita della Geografia), e che ricorda quanto la geografia ed i confini siano ancora importante per gli uomini. Ci accorgiamo dei luoghi in presenza di cambiamenti radicali apportati dalla Natura o dall’Uomo. Ci ricordiamo di regioni e zone del mondo quando sono vittime di cataclismi naturali o quando decidono di dare vita a cambiamenti politici e geografici (l’indipendentismo della Scozia, Catalogna, Paesi Baschi o delle Fiandre).
Juliana nel suo articolo ricorda anche Joel Kotkin, geografo statunitense e direttore esecutivo del sito www.newgeography.com. nel 2010 Kotkin  ha realizzato una nuova carta politica del mondo (visitabile sul sito) dividendo le nazioni in tre grandi aeree, molto diverse anche da un punto di vista strategico, da quelle tradizionali, tra queste: l’Alleanza Nordamericana (Canada e USA), la Nuova lega Anseatica (Germania, paesi Bassi, Danimarca, Finlandia, Norvegia e Svezia), l’Impero Russo (Russia, Bielorussia, Moldavia e Ucraina), i Nuovi Ottomani (Turchia, Turmenistan e Uzbekistan), l’Oriente Selvaggio (Afghanistan, Azerbaigian, Kazakistan, Kirghizistan, Pakistan e Tagikistan), l’Iranistan (Iran, Iraq, Banhrein, Striscia di Gaza, Libano e Siria), la Grande Arabia (Egitto, Giordania, Kuwait, Arabia Saudita, Palestina, Emirati Arabi Uniti e Yemen), il Regno di Mezzo (Cina e Taiwan), la Cintura del Caucciù (Cambogia, Indonesia, Laos, Malesia, Filippine, Thailandia e Vietnam), l’Arco del Magreb (Algeria, Libia, Mauritiana, Marocco e Tunisia), l’Africa Subsahariana, l’Impero Sudafricano, le Repubbliche Bolivariane (Argentina, Bolivia, Venezuela, Cuba, Ecuador e Nicaragua). America Liberale (Cile, Colombia, Costa Rica, Messico e Perù), Paesi Fortunati (Australia e Nuova Zelanda), gli Indipendenti (Francia, Brasile, India, Giappone, Corea del Sud e Svizzera), le Città Stato (Londra, parigi, Singapore e Tel Aviv) e le Repubbliche delle Olive (!!!) (Portogallo, Spagna, Italia, Slovenia, Croazia, Montenegro, Kosovo, Macedonia, Grecia e Bulgaria).
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