Recinto come barriera fisica, naturale, come le montagne, i fiumi o gli steccati. Ma anche come barriera convenzionale, come una frontiera. Frontiere che sono lentamente sparite, superate dalla politica e dagli scambi economici. Da tante frontiere, ad un'unica frontiera, da tanti recinti ad un unico recinto, internazionale, che avvolge la nostra contemporaneità

Si chiama Elikia la nuova speranza del Congo.

A cura di Francesco Della Lunga
Fonte: Repubblica – ADN Kronos

I botti di capodanno annunciano una notizia di un certo interesse per il Congo, paese ancora percorso da conflitti interetnici e tuttora incontrollabile in alcune delle sue regioni. Il paese africano lancia il primo “smartphone” con l’accattivante nome “Elikia”, ovvero speranza in lingua lingala. Il telefono è stato progettato interamente da un giovane congolese di 27 anni, Verone Mankou, con un investimento di circa 90 mila euro e rappresenta l’evoluzione di una prima versione, il cellulare “Way-C”, primo tablet africano. Il telefono verrà prodotto interamente in Cina a dimostrazione che il paese non può ancora sviluppare un industria di questo tipo con costi che potrebbero anche essere concorrenziali, se si pensa al valore della manodopera. In un quadro politico di elevata instabilità come quello congolese, è assai difficile che si possano creare i presupposti per la nascita di un tessuto produttivo, oltre che per un settore che vanta elevati monopoli tecnologici. Ma in questo momento il Congo può ragionevolmente sperare in un futuro diverso, partendo appunto dalle invenzioni che i suoi migliori giovani sono in grado di sviluppare.

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