Recinto come barriera fisica, naturale, come le montagne, i fiumi o gli steccati. Ma anche come barriera convenzionale, come una frontiera. Frontiere che sono lentamente sparite, superate dalla politica e dagli scambi economici. Da tante frontiere, ad un'unica frontiera, da tanti recinti ad un unico recinto, internazionale, che avvolge la nostra contemporaneità

La Bolivia cerca uno sbocco al mare

(fonte: Sette-Corriere della Sera), testo di Roberto Di Ferdinando

Evo Morales (immagine tratta da:atlasweb.it)La Bolivia sta percorrendo le vie del diritto internazionale e quelle diplomatiche per mettere fine ad un’antica controversia con il Cile (la più vecchia disputa dell’America Latina). Tema dello scontro sono 120.000 km quadrati di territorio desertico al confine tra Perù e Cile. In seguito alla Guerra del Pacifico (1879-1883),che vide i due paesi scontrarsi militarmente, il Cile vincitore avanzò a nord i propri confini fino al Perù, di 400 km, chiudendo così l’accesso al mare alla Bolivia. I due paesi trovarono un accordo nel 1904, ma mai definitivo, tanto che nei decenni successivi i governi di Santiago e La Paz hanno ridotto al minimo le loro relazioni diplomatiche, anzi, dal 1962 furono ritirati i rispettivi ambasciatori. Non solo, se si esclude la parentesi delle giunte militari, Cile e Bolivia non hanno avuto più rapporti istituzionali. Oggi, la questione di quella terra, divenuta preziosa in quanto contiene la riserva di rame più grande al mondo, è tornata di attualità. Il presidente Boliviano, Evo Morales ha deciso di effettuare dei passi ufficiali impugnando l’accordo del 1904 presso il Tribunale dell’Aja (preposto a risolvere le controversie tra Stati), inoltre sta facendo pressione sui partiti della sinistra cilena (in Cile sono prossime le elezioni presidenziali) perché la questione possa essere risolta pacificamente e riconosciuto alla Bolivia il diritto di un cuscinetto di territorio che permetta l’accesso al Pacifico ed un porto sulla costa per le esportazioni. Dall’altra parte il Cile, pur accogliendo le richieste della Bolivia, ha risposto che la sovranità cilena di quella regione non potrà essere mai messa in discussione, mentre il candidato della destra alle presidenziali cilene, Laurence Golborne, ha proposto di modificare la Costituzione perché sancisca il divieto della restituzione di quel territorio a La Paz. A complicare il tutto, il fatto che i confini di quell’area sono “sorvegliati” da 180.000 mine antiuomo.
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