Recinto come barriera fisica, naturale, come le montagne, i fiumi o gli steccati. Ma anche come barriera convenzionale, come una frontiera. Frontiere che sono lentamente sparite, superate dalla politica e dagli scambi economici. Da tante frontiere, ad un'unica frontiera, da tanti recinti ad un unico recinto, internazionale, che avvolge la nostra contemporaneità

Il giudizio di Togliatti sugli esuli della Dalmazia

(Fonte: Corriere Fiorentino) – Testo di Roberto Di Ferdinando

Palmiro_TogliattiNei giorni scorsi il Governatore della Toscana, Enrico Rossi, in una sua lettera inviata al Corriere Fiorentino, l’inserto di Firenze del Corriere della Sera, per spiegare la sua assenza alle celebrazioni del giorno del Ricordo (ricordo delle vittime delle foibe e del dramma degli esuli dalmati, istriani e fiumani) sottolinea come la Toscana si distinse nell’accogliere gli italiani in fuga dalle terre della Dalmazia, nonostante, riporta sempre Rossi, i due grandi partiti popolari di allora, DC e PCI ebbero grandi responsabilità riguardo quel dramma di italiani contro trattati come non italiani. Ed in riferimento all’atteggiamento, in quegli anni, del Partito Comunista Italiano nei confronti degli esuli, nella sua lettera Rossi richiama un passaggio di un’intervista a Togliatti apparsa su L’Unità nel 1946: “Non riusciremo mai a considerare aventi diritto ad asilo coloro che si sono riversati nelle nostre grandi città impauriti dall’alito di libertà degli eserciti liberatori. I gerarchi, i briganti neri, i profittatori che hanno trovato rifugio nelle città e vi sperperano le ricchezze rapinate e forniscono reclute alla delinquenza comune, non meritano davvero la nostra solidarietà né hanno diritto a rubarci pane e spazio che sono già scarsi”. Per la cronaca la maggior parte degli esuli era composta da semplici cittadini e non da fascisti od ex fascisti, inoltre, abbandonando le loro terre d’origine (fino allora quelle terre erano state territorio italiano) queste persone persero tutte le loro proprietà e risparmi.

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