Recinto come barriera fisica, naturale, come le montagne, i fiumi o gli steccati. Ma anche come barriera convenzionale, come una frontiera. Frontiere che sono lentamente sparite, superate dalla politica e dagli scambi economici. Da tante frontiere, ad un'unica frontiera, da tanti recinti ad un unico recinto, internazionale, che avvolge la nostra contemporaneità

Perchè anche noi siamo Charlie

L’idea di pubblicare su Recinto una breve vignetta con il motto “Je suis Charlie” mi è venuta quasi spontanea, quando ho visto in televisione le immagini dell’assalto dei criminali francesi alla sede del giornale e del supermercato kocher. Quel giorno mi trovavo per ragioni di lavoro a Bologna e stavo parlando casualmente con un amico della questione del fondamentalismo islamico, dell’immigrazione che, come noto, non è necessariamente islamista e fondamentalista, dei problemi dell’integrazione europea e delle crepe che l’Europa Comunitaria sta mostrando in questo periodo. Poi nel pomeriggio ho scoperto quanto stava accadendo. Devo dire la sincera verità: io non sapevo neppure chi fossero i giornalisti di Charlie Hebdo. Nonostante la loro notorietà nel panorama intellettuale francese, io non li conoscevo. Eppure l’idea di condividere il motto “Je suis Charlie” mi è venuta, come dicevo, immediata. Venendo al tema della satira, perchè evidentemente si è voluto colpire anche questa, se io fossi un vignettista non riuscirei probabilmente a fare satira come facevano e presumibilmente faranno i nuovi vignettisti di Charlie. Ma l’associazione a quel motto per me significa semplicemente di apprezzare e condividere il modo con cui i francesi riescono a dare punti a tutti quando la loro integrità viene toccata. La loro forza come nazione si è vista proprio in questi giorni. E mi sembra proprio che abbiano sentito il dovere di riaffermare i principi di laicità a prescindere dal fatto che le vignette fossero opportune o meno. Per me non lo erano, e non lo saranno, ma penso che se c’è qualche temerario che le scrive ben venga. Non rispettano il mio pensiero ma non le condanno neppure. Le accetto, come è giusto, in paesi democratici, accettare opinioni diverse dalle nostre. Il nostro mondo si è modellato anche su questi principi e ritengo giusto anche se a volte molto faticoso, difenderli. E, in nome di questi principi io mi sento, e credo si debba essere tutti Charlie.

Francesco Della Lunga

One comment on “Perchè anche noi siamo Charlie

  1. Roberto Di Ferdinando scrive:

    Quando Francesco mi propose di inserire l’immagine di “Je suis Charlie”, accettai, pur avanzando delle perplessità. Quanto scrive Francesco lo condivido pienamente, così come mi schiero pienamente a favore della più ampia e completa libertà di stampa ed espressione. La mia perplessità nasceva, e tutt’ora persiste, dal fatto che molti “Je suis Charlie” si indignano, giustamente, oggi, per le stragi di Parigi e per l’attacco, oltre che alle vite umane, alla libertà di espressione e di stampa, ma quotidianamente continuano a non denunciare le malefatte dei Potenti, ma, alle volte le assecondano…..Per non parlare poi di coloro che, oggi “Je suis Charlie”, denunciavano i disegnatori per alcune vignette politiche….
    Roberto Di Ferdinando

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