Recinto come barriera fisica, naturale, come le montagne, i fiumi o gli steccati. Ma anche come barriera convenzionale, come una frontiera. Frontiere che sono lentamente sparite, superate dalla politica e dagli scambi economici. Da tante frontiere, ad un'unica frontiera, da tanti recinti ad un unico recinto, internazionale, che avvolge la nostra contemporaneità

Perché la Francia è l’obiettivo principale del terrorismo? Perché?

di Roberto Di Ferdinando

13754482_879973948813534_7083326432684226143_nL’attentato di Nizza mi fa pensare che la Francia sia l’obiettivo principale del terrorismo internazionale di matrice islamica. Infatti, dal gennaio 2015 si sono susseguiti numerosi attacchi terroristici in suolo francese che hanno provocato centinaia di morti. Perché? Sinceramente non lo so e, forse, non c’è un perché, forse. E’ vero che storicamente la Francia è stata ed è ancora oggi meta principale di immigrazione da paesi arabi e da paesi a maggioranza musulmana. Al di là del fatto che cultura araba e religione musulmana non hanno nessun nesso con il terrorismo, comunque gli attentatori provengo da quei paesi oppure sono francesi di seconda o terza generazione figli o nipoti di immigrati provenienti sempre da quei paesi (sembra quindi un problema anche di mancata integrazione sociale). E’ vero anche che l’attentatore di Nizza non era un credente, e che la sua scellerata azione sia stata mossa più da motivi e disagio personali. Ma anche la Gran Bretagna, la Svezia, la Germania, l’Austria, l’Olanda, il Belgio e la stessa Italia sono destinazioni dell’immigrazione da questi paesi arabi eppure non si è verificata, fortunatamente, una serie di attentati simili a quelli accaduti Oltralpe (solo il Belgio ha subito un attentato kamikaze e con molte vittime). Forse, per un potenziale terrorista che proviene da un paese africano o asiatico di lingua francese e di influenza francese ha più possibilità di passare inosservato in Francia (o appunto in Belgio).La Francia forse ha avuto e sta avendo più difficoltà nel garantire un’integrazione sociale più equa per questo tipo di immigrazione? Forse, ma ricordiamoci che anche nella civilissima Stoccolma vi sono quartieri ghetto dove anche le ampie garanzie sociali scandinave hanno difficoltà a raggiungere gli immigrati. E situazioni simili di disagio di integrazione ci sono in Germania, in Belgio ed in parte anche in Italia.
Allora, forse, occorre ricordare che Francia e Belgio, le principali vittime degli attacchi terroristici, hanno praticato nella loro storia un’occupazione coloniale molto agguerrita, anche in quei paesi arabi e/o musulmani da cui proviene l’immigrazione, concedendo l’indipendenza solo dopo dei conflitti civili sanguinosi. E quindi, potrebbero essere percepiti come in debito verso quel mondo arabo e africano che soggiogarono: una sorta di vendetta? E ancora, gli ultimi governi francesi hanno fatto scelte di politica estera che hanno visto l’impiego della forza militare (Libia, Mali, Siria) e della pressione commerciale (in Africa e in Asia) tali da far passare la Francia, forse, agli occhi di parte del mondo arabo, come un paese neocolonialista. Forse, la Francia paga anche una sua forte crisi economica che l’ha fatta vedere quale potenza (?) in difficoltà e quindi più attaccabile. Infatti, insieme alla Grecia, al Portogallo e all’Italia, è uno dei malati critici dall’Europa. I buoni rapporti con Berlino hanno sottratto la Francia dai riflettori della gogna mediatica comunitatia per i suoi conti in rosso. È crisi anche sociale con tutte le tensioni interne dovute alla tanto ostraggiata riforma del lavoro. La crisi ha colpito anche le istruzioni con il presidente Hollande che ha un gradimento del 5% e la macchina statale bloccata tra fondi pubblici assottigliati e riforme miope. Proprio da queste pagine alcuni mesi fa denunciai come la riforma dei servizi segreti francesi fosse stata controproducente tanto che in Francia si ha la percezione che manchi un vero sistema di prevenzione del terrorismo. Quindi, forse una o tutte od altre ancora di queste cause ha reso la Francia l’obiettivo principale degli attentati. Ma non dimentichiamo che il fine ultimo del terrorismo di matrice islamica non è conquistare o abbattere l’Occidente (sarebbe impossibile), anzi, gli attentati in Europa e negli USA servono da vetrina per far capire ai governi e regnanti arabi che se si colpisce una potenza europea nessuno può sentirsi al sicuro per di più tra le ricche oligarchie arabe. E un attività terroristica per fare proselitismo tra i giovani arabi scontenti in Europia o nei loro paesi per le condizioni sociali precarie in cui devono vivere, e da usare per far crollare le poco democratice istituzioni della penisola araba per realizzare l’islam: la comunità religiosa e politica musulmana. Quindi l’obiettivo finale non è l’Occidente, ma noi paghiamo con proprie vite una guerra interna araba…Forse.
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