Recinto come barriera fisica, naturale, come le montagne, i fiumi o gli steccati. Ma anche come barriera convenzionale, come una frontiera. Frontiere che sono lentamente sparite, superate dalla politica e dagli scambi economici. Da tante frontiere, ad un'unica frontiera, da tanti recinti ad un unico recinto, internazionale, che avvolge la nostra contemporaneità

Category: Ambiente

Il gas di scisto

(fonte: Espansione), a cura di Roberto Di Ferdinando

Si chiama gas di scisto o shale gas, ed è il metano disperso nelle rocce scistiche, cioè derivanti dalla trasformazione dell’argilla. Sulla Terra vi sarebbero giacimenti imponenti di questo gas, ma la sua estrazione è difficile e costosa, infatti le particelle di questo gas sono mescolate con quelle delle rocce che le contengono, e quindi l’estrazione è problematica. Ma sarebbe corretto dire, era problematica, infatti gli USA hanno sviluppato nuove tecniche e tecnologie per estrarrlo più “facilmente” e non a caso gli Stati Uniti sono diventati il primo paese produttore di questo gas, contribuendo ad aumentare le riserve mondiali da 200 ad 800 trilioni di metri cubi, capaci di soddisfare i bisogni energetici per almeno altri 200 anni. E con la crisi economica e l’aumento dei prezzi dei derivati del petrolio e del gas tradizionale, il gas di scisto è divenuto così conveniente. La corsa all’estrazione in casa di tale gas sta coinvolgendo la Cina (sempre più affamata di risorse energetiche), la Gran Bretagna, la Spagna, l’Algeria e l’Ucraina che hanno scoperto di avere nei propri sottosuoli dei veri tesori. Ma è la Polonia il paese che giace sul più grande giacimento sfruttabile di gas di scisto. L’utilizzo commerciale di tale gas, rivoluzionerebbe anche la geopolitica energetica, infatti per molti di questi paesi europei (basti pensare alla stessa Polonia), finirebbe la dipendenza dal gas russo e Mosca vedrebbe ridimensionato il suo ruolo di vicino “ingombrante e pressante”.
In Italia non esistono invece le possibilità di sfruttare industrialmente lo shale gas e per molti non è un male. Infatti se tale gas è conveniente dall’altra parte le tecniche estrattive hanno un impatto invasivo sull’ambiente. Le zone in cui vi sono i centri d’estrazione di questo gas si trasformano manifestando paesaggi quasi lunari, inoltre, per poterlo estrarre viene iniettata a profondità di 3.500/4.500 metri, una miscela di acqua, sabbia e sostanze chimiche. Come si legge dall’articolo di Angelo Allegri su Espansione: “l’acqua aiutata dagli additivi spacca la roccia, la sabbia sostituisce le particelle di gas che emigrano verso la superficie. […] occorrono colossali quantità di acqua e l’iniezione nel terreno di sostanze chimiche”. I giacimenti si trovano sotto le falde acquifere e quindi gli agenti chimici potrebbero inquinarle sia nella fase di discesa che in quella di risalita (non a caso il Maryland e la Francia hanno vietato sul proprio territorio questo tipo di trivellazioni).
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Il cibo sprecato

(fonte: Corriere della Sera), a cura di Roberto Di Ferdinando

Nelle settimane scorse si è svolto il Food and Nutrition, un forum sull’alimentazione proposto dalla Barilla ed ospitato dall’Università Bocconi di Milano. Dai numerosi interventi di esperti, tavole rotonde, conferenze e dibattiti è uscita una panoramica, per molti aspetti drammatica, dell’alimentazione mondiale. Infatti risulta che ogni anno nella spazzatura finisce un miliardo di tonnellate di cibo, che un miliardo di persone soffre la fame, mentre oltre un miliardo è vittima di disturbi e malattie legate ad una eccessiva e squilibrata alimentazione (l’80% degli over 65 è affetto da almeno una patologia cronica, e il 50% affetto da due o più malattie). Con almeno 22 milioni di tonnellate di cibo, periodicamente buttato via, si potrebbero sfamare almeno 44 milioni di persone con un giro di affari di 12 milioni di euro. E non solo cibo, esiste anche il problema dello spreco dell’acqua (bene disponibile sempre in quantità minori), ad esempio in Italia si sprecano una quantità d’acqua equivalente ad un decimo del Mar Adriatico.
Altri dati preoccupati: in India ogni anno 250.000 contadini si suicidano perché le multinazionali hanno acquistato terreni coltivati in OGM, che si inaridiscono dopo poche stagioni, mentre tre sole multinazionali posseggono 1.500 brevetti alimentari. Inoltre ad aggravare la situazione la costante diminuzione della produttività agricola di vaste zone della Terra dovuta a fenomeni naturali, ma principalmente a responsabilità (ad esempio il fenomeno del land grabbing – accaparramento di terre – già trattato da RI: http://recintointernazionale.blogspot.com/2011/05/arraffa-terra.html). Ed ancora, la produzione di piante OGM che nel mondo è concentrata in 10 Paesi industrializzati, con il 96% dei 148 milioni di ettari totali di superfici coltivate a transgenico, mentre altri 19 Paesi producono il restante 4%. In Europa, nonostante la perplessità della maggioranza dell’opinione pubblica, si impiegano quotidianamente sementi OGM in Germania, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia, Romania, Spagna e Svezia, coinvolgendo terreni per oltre 100.000 ettari.
Intanto è stato stabilito che il 2013 sarà l’anno europeo contro lo spreco, promosso dalla Commissione agricoltura della UE.
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UNA NUOVA COSCIENZA PER UN NUOVO PIANETA

“Abbiamo raggiunto un punto di cruciale importanza nella nostra storia.
Siamo all’inizio di un nuovo periodo di evoluzione sociale, spirituale e culturale.
Stiamo evolvendo verso un sistema interconnesso, basato sull’informazione,
che abbraccia l’intero pianeta.
La sfida che ora dobbiamo affrontare è quella di scegliere il nostro futuro e creare una società globale pacifica e cooperante, continuando così la grande avventura dello spirito e
della consapevolezza sulla Terra”.

estratto dal “Manifesto della Coscienza Planetaria”
firmato da Premi Nobel della Pace e personalità internazionali.

http://www.censimentoglobale.it/

I CREATIVI CULTURALI E LA NASCITA
DELLA NUOVA CULTURA GLOBALE
Il sociologo Paul Ray ha definito i “Creativi Culturali” come le persone sensibili al degrado della Terra e al dolore umano, che si interessano all’ecologia, alla pace, al volontariato, ai diritti umani, alla salute naturale, alla spiritualità, al commercio etico. I Creativi Culturali siamo tutti NOI che in ogni parte del mondo desideriamo un mondo migliore e cerchiamo di realizzarlo con amore nella vita quotidiana e nella società. Noi e le nostre associazioni stiamo creando una nuova Cultura Globale. Secondo le ricerche sociologiche internazionali (Usa, Italia, Giappone, Francia, Ungheria, ecc.) oggi siamo il 37-40% della popolazione e siamo in costante crescita. Siamo un numero enorme di persone responsabili e creative che potrebbero cambiare la società e le scelte globali ma NON abbiamo potere perché siamo frammentati in miriadi di movimenti e associazioni.
NON siamo consapevoli di essere parti del più grande
Movimento Culturale Planetario mai esistito.
IL PROGETTO GLOBALE 2012 – 2018
LA MASSA CRITICA E LA RETE PLANETARIA
LA CRISI GLOBALE SI PUO’ RISOLVERE SOLO CON UN SALTO DI CONSAPEVOLEZZA
Per cambiare la situazione occorre una “Massa Critica” dell’1% di persone e associazioni
che si riuniscano consapevolmente!
Per creare insieme un futuro vivibile, prima che il degrado ecosistemico e sociale diventi irreversibile,
occorre raggiungere entro la fine del 2012 una Massa Critica di 60 milioni di persone nel mondo (450 mila in Italia), che darà vita alla Rete Globale delle associazioni che operano per un mondo pacifico e sostenibile
riunendo così gli oltre 2 miliardi di Creativi Culturali oggi sparsi in ogni angolo della Terra
Uniti possiamo realizzare la nostra visione di una società globale pacifica e cooperante.
SE ANCHE TU VUOI UN PIANETA
PIU’ UMANO PACIFICO E SOSTENIBILE
ISCRIVITI ORA AL CENSIMENTO GLOBALE: http://www.censimentoglobale.it/

Club di Budapest

Fondato nel 1993, il Club di Budapest è un’associazione internazionale dedicata a sviluppare un nuovo modo di pensare e nuove etiche che aiuteranno ad affrontare i cambiamenti sociali, politici ed economici del XXI secolo.

Con il suo elenco di rinomati membri internazionali e giovani persone creative e attraverso i suoi Club Nazionali con i loro ampi spettri di progetti e attività, il Club avvia un dialogo tra generazioni e culture, tra scienza e arte, tra teoria e pratica, ciò aiuta lo sviluppo effettivo di strategie per azioni eticamente responsabili con un intento globale.

La filosofia del Club di Budapest è basata sulla realizzazione che le enormi sfide che l’umanità sta attualmente affrontando possono essere sconfitte solamente attraversio lo sviluppo di una coscienza culturale globale.

Il punto di vista del Club di Budapest è focalizzato su una coscienza culturale con una prospettiva globale.

Come Greenpeace combatte per le questioni ecologiche, l’UNICEF per i bambini e Amnesty International per i diritti umani, il Club di Budapest si batte per i valori culturali e per il valore della/e cultura/e.

Il Club interpreta se stesso come un costruttore di ponti tra scienza e arte, etica ed econ omia, tra cognizione e realizzazione, tra vecchio e giovane, così come tra le differenti culture del mondo. Uno dei primi obiettivi del lavoro dei club è lo sviluppo di una “Nuova Etica”.

Lo sviluppo di un nuovo modo di pensare richiede grande creatività. Questo è sempre stato di dominio di artisti, scienziati, pensatori non convenzionali e insegnanti spiritualin e più recentemente da imprenditori. Con la loro ispirazione, potere creativo, visioni e rilevanza universale, essi hanno, in ogni generazione, procurano gli impulsi che aiutano a dar forma a valori culturali. Come membri creativi così come membri onorari, essi giocano un ruolo decisivo nello sviluppo del Club. I valori del Club di Budapest sono da sentirsi obbligatoriamente non come un dogma costituito. Essi sono derivati da una totale attitudine al dialogo.

Per ulteriori informazioni: http://www.club-of-budapest.it/main.htm

XIV Convegno Castiglioncello – Verso un mondo senza armi nucleari

L’Assessorato alla Cultura del Comune di Rosignano Marittimo vi invita a partecipare al dibattito pubblico organizzato dalla Unione degli Scienziati Per Il Disarmo ONLUS nell’ambito del :

Venerdì 23 settembre 2011
ore 21:30
Castello Pasquini – Castiglioncello (LI)
ingresso libero

info:
Unità Organizzativa Attività Culturali
tel.0586 724395 – 496 -287
fax 0586 724286
sito web: www.comune.rosignano.livorno.it

La questione energetica

(fonte: Tabloid Panorama), a cura di Roberto Di Ferdinando

Recentemente la Germania ha deciso la chiusura anticipata, entro il 2020, delle sue 17 centrali atomiche, la Svizzera ha annunciato che 5 reattori non saranno sostituiti nel 2034, mentre in Italia il referendum di giugno scorso ha fatto morire ancor prima di nascere il proprio progetto nucleare. Una nuova sensibilità in favore delle energie rinnovabili sembra quindi attraversare l’Europa. Ma gli analisti del settore mettono in guardia gli ottimisti, infatti i problemi e le difficoltà per avere un’energia pulita che soddisfi il fabbisogno energetico del Vecchio Continente sono ancora molte.
L’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), infatti ha evidenziato che l’abbandono del nucleare da parte di alcuni paesi europei, porterà a concentrarsi in tempi brevi, come principali fonti energetiche, sul gas e sul petrolio. Secondo l’Outlook 2011-“Stiamo entrando nell’era dell’oro del gas?” pubblicato dall’IEA, si stima che nel 2035 il petrolio risulterà ancora la prima fonte energetica mondiale e quindi non è pensabile così una riduzione dell’inquinamento ambientale. Il gas nel 2030 sarà la seconda fonte energetica, superando il carbone. Molto più distaccate le energie rinnovabili. Le stime indicano che nel 2020 le energie ricavabili da biomasse (eolico e fotovoltaico) saranno la quarta fonte, davanti all’energia idroelettrica.
Intanto in Germania si è aperto il dibattito su come sopperire alla mancanza di energia proveniente dal nucleare in seguito alla decisione governativa di dismettere le centrali. Norbert Roettgen, ministro dell’Ambiente e Peter Ramsauer, ministro dei Trasporti preferirebbero puntare sull’energia verde, in particolare l’eolica sfruttando i venti del Mar del Nord; invece Philip Rossler, ministro delle Politiche Economiche punterebbe sull’apertura di 26 impianti a carbone, a gas e a ciclo combinato. La scelta deve essere rapida infatti le aziende tedesche chiedono garanzie perché non ci sia un “buco energetico”. Il governo tedesco sembra quindi indirizzato ad aprire le nuove centrali a gas ed a carbone che di fatto non ridurrebbero le emissioni di CO2. E nonostante l’abbandono, più o meno prossimo, del nucleare da parte di Germania, Svizzera e Italia, vi sono numerosi paesi europei fermamente decisi e convinti dei loro programmi atomici (Francia, Svezia, Finlandia, Belgio e quasi tutti quelli dell’Est). Non solo, oggi nei paesi dell’Unione Europea, il 28% dell’energia proviene dal nucleare, il 27,6% dal carbone, il 23,2% dal gas naturale, il 19% dal petrolio e solo il 2,2% dalle rinnovabili (in Francia il 78,4% dell’energia proviene dal nucleare, in Italia il 56,6% dal petrolio, in Polonia il 91,5% dal carbone!). E gli ambientalisti non vedono un futuro rosa, basti pensare lo stesso Barak Obama, che nel 2008 durante la campagna presidenziale aveva affermato di voler puntare sulle energie verdi, il 14 maggio scorso ha autorizzato le trivellazioni di petrolio in Alaska e nel Golfo del Messico. Con l’alt al nucleare, sembra partita la corsa al petrolio ed al gas. La IEA ha indicato che il Polo Nord conserverebbe 85 miliardi di barili di greggio e 44 mila miliardi di metri cubi, il Golfo del Messico riserve di 50 miliardi di barile di greggio, Cuba 5 miliardi di barili, il Brasile 60 miliardi, in Africa occidentale ed Angola complessivamente 25 miliardi di barile, tutti giacimenti prossimamente sfruttabili grazie alle nuove tecnologie in campo estrattivo. Il futuro dell’energia non è ancora verde.
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Spazzatura nello spazio

(fonte: Il Tempo), a cura di Roberto Di Ferdinando

Secondo gli esperti sono circa 300.000 i rottami della grandezza da 1 a 10 cm e miliardi di dimensioni più piccole che ruotano in orbita attorno alla nostra Terra. Sono i residui, resti di vecchi satelliti, pannelli metallici, utensili, bulloni, viti, parti in plastica ecc…, lasciate ovviamente dall’uomo nelle sue missioni spaziali. Una discarica abusiva e pericolosa. Basti pensare che a fine giugno l’equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale si è dovuto rifugiare nella navetta di emergenza Soyuz, pronti ad abbandonare la base, perché un grosso rottame minacciava di colpire la stazione. Per fortuna l’oggetto si è tenuto lontano 250 metri e dopo 30 minuti di panico gli astronauti sono ritornati alla stazione per svolgere le normali attività. Non è la prima volta che la base rischia di essere colpita da un rifiuto spaziale, già il 12 marzo 2009 un altro oggetto passò vicinissimo alla stazione, anche quel giorno fortunosamente senza colpirlo. In altre volte invece la Stazione Spaziale Internazionale è riuscita, con manovre evasive ha evitato l’immondizia cosmica. L’immondizia a quanto pare è un problema non solo per il sindaco di Napoli.
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Aumentano gli ecoprofughi

(fonte: TerraNews), a cura di Roberto Di Ferdinando

Legambiente durante la recente kermesse fiorentina di Terra Futura ha presentato un nuovo studio, “Profughi ambientali: cambiamento climatico e migrazioni forzate”, in cui si evidenzia come sia in aumento il fenomeno degli ecoprofughi. Nel 2010 in Pakistan si sono abbattute intense piogge che hanno causato la morte di oltre 2.000 persone, mentre 20 milioni di pakistani sono stati costretti ad abbandonare le proprie terre. Sempre nel 2010 in Cina le inondazioni e le frane hanno provocato 3 mila morti e 15 milioni di sfollati, ed ancora nel 2010 in Thailandia i nubifragi hanno causato oltre 100 decessi e 5 milioni di evacuati. 700 mila persone sono fuggite dalla Somalia per la siccità, mentre migliaia di brasiliani e boliviani sono stati sfollati a causa delle alluvioni. L’indagine di Legambiente parla di oltre 40 milioni di persone che hanno dovuto lasciare le proprie terre per eventi naturali estremi, una cifra doppia dei profughi provocati dalle guerre. I continenti principalmente colpiti, nell’ordine, sono l’Asia, l’Africa e l’America Latina. Inoltre dai dati raccolti dall’indagine si desume che due sono le categorie di persone colpite più di altre dagli eventi naturali tragici: le donne ed i poveri. Si legge sull’articolo di TerraNews che “nei paesi del sud del mondo l’80% circa della popolazione non è nelle condizioni materiali di reagire alle conseguenze dei fenomeni meteorologici estremi […] e non ha la possibilità di allontanarsi dalla propria terra da cui dipende la sopravvivenza dei nuclei familiari che costituiscono le unità di base della società”. Le donne inoltre, a causa dello svantaggio sociale in cui spesso soffrono rispetto agli uomini in parte del mondo, sono vittime di questi eventi naturali, con un rapporto di 3 a 1 rispetto agli uomini. Legambiente denuncia che tale fenomeno sia del tutto sottovalutato nelle agende dei summit internazionali.
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SenzAtomica, trasformare lo spirito umano per un mondo libero da armi nucleari


La Soka Gakkai Internazionale, Organizzazione Non Governativa dell’ONU, nel 2007 ha avviato un decennio di educazione al disarmo nucleare attraverso mostre, campagne di sensibilizzazione e forum che hanno coinvolto cittadini di tutto il mondo. Dopo aver toccato molte città in tutto il mondo, questa esposizione, aggiornata e ampliata, approda in Italia e attraverso immagini evocative, installazioni allegoriche e testi esplicativi su pannelli, si prefigge di stimolare una riflessione individuale volta a sfidare la logica delle armi nucleari basata sulla diffidenza fra i Paesi.

In questa occasione la mostra Senzatomica è stata allestita a Firenze, dal 26 marzo al 16 aprile 2011. Divisa in quattro sezioni, la mostra pone l’accento sui seguenti punti:
- Garantire il diritto alla vita di tutti i popoli.
- Passare dalla sicurezza basata sulle armi alla sicurezza basata sul soddisfacimento dei bisogni fondamentali degli esseri umani.
- Cambiare la visione del mondo: da una cultura della paura a una cultura della fiducia reciproca.
- Le azioni che costruiscono la pace.

L’esposizione è anche l’occasione per riflettere su temi di ampio respiro come la responsabilità sociale della scienza, la responsabilità nei confronti delle generazioni future, l’impatto ambientale dei test nucleari, le spese per gli armamenti, l’inaccettabilità delle “piccole bombe atomiche” per colpire obiettivi sotterranei circoscritti.
Viene inoltre proposta la realizzazione di un “percorso bambini” che consente di
accogliere in maniera adeguata alla loro età il pubblico dei più piccini. Sarà inoltre disponibile materiale didattico, anche scaricabile on line, in modo che il
percorso educativo alla pace possa essere intrapreso o approfondito anche nelle scuole.

Lo scopo di tutte le iniziative Senzatomica è stimolare un movimento globale per la vita che punti a una “dichiarazione per l’abolizione delle armi nucleari da parte della popolazione mondiale” da sottoporre all’Assemblea Generale dell’ONU entro l’anno 2015 al fine di bandire tutte le armi nucleari dalla convivenza fra i popoli della Terra e realizzare un mondo libero dalla paura della distruzione totale.

Dove: Complesso “Le Pagliere”, Viale Machiavelli 24 – Firenze.

Orario: Aperta tutti i giorni fino al 16 aprile 2011, dalle 9:00 alle 22:00, venerdì e sabato chiuderà alle 23:00.

Per informazioni e prenotazioni:
E-mail: info@senzatomica.it
Sito web: www.senzatomica.it
Tel.: 055 4269810 (dalle ore 9.30 alle 13.30 dal lunedì al sabato).

Testo e foto tratte dal sito www.saimicadove.it

La Spagna verde

Verde come ecologia. La città di Vitoria-Gasteiz eletta Capitale verde europea 2012
(fonte: Corriere della Sera), a cura di Roberto Di Ferdinando