Recinto come barriera fisica, naturale, come le montagne, i fiumi o gli steccati. Ma anche come barriera convenzionale, come una frontiera. Frontiere che sono lentamente sparite, superate dalla politica e dagli scambi economici. Da tante frontiere, ad un'unica frontiera, da tanti recinti ad un unico recinto, internazionale, che avvolge la nostra contemporaneità

Category: Citazioni

Beffa sinistra….

043503718-b3ffab1b-fc1c-4640-9c1c-098a649dad23“[…] Quando io penso che i grandi capi bolscevichi pretendevano creare una classe operaia libera e nessuno di loro – Trotsky sicuramente no, e credo neppure Lenin – aveva mai messo piede in una fabbrica e per conseguenza non aveva la più pallida idea delle reali condizioni, che determinano la schiavitù o la libertà per gli operai – la politica mi appare una beffa sinistra. […]”
(Simone Weil, La condition ouvrièere, Gallimard 1951)

Curiosità e ritratti dei protagonisti del vertice Nato del 1991 descritti nel diario privato di Giovanni Spadolini

Il presidente degli Stati Uniti George Bush senior partecipa al vertice NATOIl 7 novembre 1991, a margine del vertice NATO che si svolge a Roma, l’allora Presidente delle Repubblica, Francesco Cossiga, ospita al Quirinale, per la tradizionale cena, i capi di Stato e di governo dei paesi membri. Giovanni Spadolini, presidente del Senato, vi partecipa e descrive, nel suo diario privato, alcuni momenti della cena oltre che alcuni suoi protagonisti. Il testo è in parte ripreso da un articolo a firma del prof. Cosimo Ceccuti, pubblicato recentemente sul Quotidiano Nazionale.

Il vertice vede il rilancio della Germania, guidata dal cancelliere Kohl, grazie anche alla sua riunificazione tra est ed ovest. La Francia, invece, è preoccupata per la ripresa tedesca e della Nato, e non a caso Spadolini osserva e descrive così il presidente francese Mitterand :<<spettrale, molto invecchiato ed estremamente bianco e diverso da come l’avevo lasciato a Parigi. Si vede che ha avuto il colpo dell’unificazione tedesca e di questo rilancio della Nato che va tutto contro il prestigio della Francia>>. Spadolini e Mitterand converseranno in quell’occasione revocando i loro incontri di studio del 1958 presso la biblioteca Marucelliana, quando Mitterand si recava a Firenze per studiare i Medici e Lorenzo il Magnifico, il suo personaggio storico preferito.
Spadolini poi descrive <<un altro vecchio amico, sempre festoso quando mi incontra>>: il premier spagnolo, il socialista Felipe Gonzalez, che il presidente del Senato aveva incontrato per la prima volta nella sede del partito repubblicano, subito dopo la fine del regime franchista. Nella cena di Roma, Spadolini e Gonzalez parlano di storia <<gli ricordo l’antisemitismo, l’antiebraismo del regime di Franco. Egli mi chiarisce che Franco non fu antisemita personalmente; anzi la famiglia di Franco (dato che io ignoravo) era di origine parzialmente semita. Durante la guerra nazista assicurò una certa protezione agli ebrei e si sforzò sempre di non partecipare alle battaglie del nazismo. Gli domando: ma la divisione Azul, così si chiamava, mandata in Russia da Franco per combattere i comunisti, non si macchiò di nefandezze nella lotta agli ebrei russi e comunque alle popolazioni sovietiche? Altra risposta patriottica di questo esponente socialista antifranchista: “No: la divisione Azul non si macchiò di nessun delitto” Ho molti dubbi che questo sia vero. Ma è molto importante che il capo del governo spagnolo, erede di una tradizione che vede quarant’anni di oscurantismo reazionario e fascista in Spagna parli con tale rispetto del passato del suo Paese>>.
A tavola Spadolini siede alla destra dell’allora presidente USA, George Bush ed alla sinistra del presidente Cossiga. Bush chiede a Spadolini notizie storiche su Mussolini, dimostrando una scarsa conoscenza del periodo storico tra i più importanti per gli stessi Stati Uniti. Bush chiede: <<”Mussolini quando è morto?” “E’ morto nel 1945, il 28 aprile”. “Ha fatto in tempo Hitler ad essere informato della sua morte nel bunker, perché Hitler morì giorni dopo”. “Si ritiene, anche se non abbiamo le prove, che l’uccisione di Mussolini sia stata portata a conoscenza del Fuhrer” “Senta mi dica una cosa – mi chiede il presidente degli Stati Uniti – ma è morto a Roma?” “No, Roma era stata liberata dagli alleati. E’ morto a Milano alla fine di aprile, nel momento culminante della lotta di liberazione”. Altra domanda di Bush: “Ma lo sbarco di Anzio era già avvenuto e le forze americane dove erano?” “Le forze americane erano insieme alle forze volontarie italiane nell’alta Italia, stavano liberando la valle padana, erano giunte a Milano, da dove Mussolini scappò proprio perché era il capo di quella che allora si chiamava ‘repubblica sociale italiana’, ormai ridotta soltanto alle province padane” “Ah – commenta Bush – Mussolini scappò, e come fu ucciso?” “Fu ucciso dai partigiani italiani che erano le forze della liberazione. E’ vero che gli inglesi e gli americani volevano entrambi catturare e processare Mussolini come un criminale di guerra. E proprio per evitare questo obiettivo fu ucciso in territorio italiano sul lago di Garda”>>.
RDF

Ma le Nazioni Unite chi erano?

download“[…] Ma le Nazioni Unite chi erano?
Mi facevo la barba, ascoltando la radio portatile che ho sempre con me, e a sentir quella pareva che il mondo fosse ormai in mano a questo nuovo, onnipresente, saggio e giusto governo: le Nazioni Unite. Le Nazioni Unite erano in Cambogia, le Nazioni Unite avevano qualcosa da dire sull’Irak, avevano da intervenire nella ex Iugoslavia e in Africa. Le prime notizie di tutti i bollettini riguardavano loro.
Poi uscivo fuori, per le strade di Phnom Penh, e le Nazioni Unite erano soldati indonesiani (quelli responsabili del massacro di Dili nell’isola di Timor), soldati thailandesi (quelli che avevano sparato sulla folla disarmata nel centro di Bangkok); le Nazioni Unite erano anche i poliziotti di alcuni dittature africane. Tutti venuti, con un berretto azzurro in testa, a portare la democrazia e il rispetto dei diritti umani.
Una cosa le Nazioni Unite l’avevano fatta. Con la loro presenza avevano ridato fiducia agli uomini d’affari. A Phnom Penh i prezzi delle case erano alti come quelli di New York, dovunque si aprivano nuovi alberghi, ristoranti, danging e bordelli. Il processo di pace aveva reintrodotto quella logica dell’economia di mercato che non conosce principi tranne quello del profitto.
Nel giro di pochi mesi la Cambogia era diventata la meta di speculatori, perlopiù cinesi venuti da Bangkok, da Kuala Lumpur e Singapore, che, grazie all’immensa corruzione dell’apparato amministrativo locale, mettevano le mani sulle risorse del paese e nei più loschi traffici, da quello delle medicine scadute al contrabbando di auto e pietre preziose. Un uomo d’affari – americano, quello – cercava di seppellire in Cambogia le scorie nucleari che nessun altro paese voleva. […] Se la comunità internazionale avesse voluto fare qualcosa per i cambogiani, doveva metterli sotto una campana di vetro per una generazione, proteggerli dai lori vicini-nemici, thailandesi e vietnamiti, dai rapaci uomini d’affari venuti come cavallette a sfruttare l’occasione di far due soldi. Doveva anzitutto aiutarli a vivere in pace, a riscoprire se stessi…. E poi, forse, poteva anche chiedere loro se volevano avere una monarchia o una repubblica, se preferivano il partito della Mucca o del Serpente.
Invece di mandare esperti di diritto costituzionale, di economia o di comunicazione, le Nazioni Unite avrebbero dovuto mandare un gruppo di psicanalisti e di psicologi a occuparsi dello spaventoso trauma che questo popolo aveva subito. […]”
(Tiziano Terzani – Un indovino mi disse – 1995)

Carter ebbe la possibilità di distruggere l’Iran

“[...] avrei potuto distruggere l’Iran, ma non lo feci per salvaguardare la pace. Se lo avessi fatto sarei stato rieletto” Jimmy Carter in un’intervista alla TV nell’ottobre 2014 (fonte: Corriere della Sera)

con una pioggia di missili dal cielo e dal mare gli Stati Uniti erano in grado di abbattere le difese iraniane, in preda al caos dopo la rivoluzione e la caduta dello scià nel gennaio 1979. E la maggioranza del pubblico americano era pronta alla guerra: a New York e a Washington lo slogan dei dimostrati era: <<Nuke the Ayatollah!>>, lanciamo bombe atomiche  sull’Ayatollah!” (fonte: Corriere della Sera del 15 luglio 2015)

La “Comunità Internazionale”

“[...] Ebbi l’impressione  che la <<comunità internazionale>> – questa strana, indefinibile accozzaglia di gente di tutti i colori, di tutte le misure, di tutte le lingue, che in comune aveva solo l’interesse di guadagnare, come rimborso spese di un giorno, quello che un cambogiano medio guadagnava in un anno, 150 dollari USA – volesse restare in Cambogia al resto di qualsiasi compromesso.

Il destino dei cambogiani non era la grande priorità del momento. Per le nazioni Unite era prioritario portare a buon fine l’intervento in Cambogia, così da poter ripetere l’operazione altrove. [...]”

(Tiziano Terzani – Un indovino mi disse)

Mai come nel nostro tempo l’uomo si è così allontanato dalla natura….

“[...] Mai come nel nostro tempo l’uomo si è così allontanato dalla natura, e questo è forse stato il più grande dei nostri errori. L’Occidente se ne è giusto reso conto e corre ai ripari; l’Asia, che ora pensa solo a diventare come l’occidente, sta facendo terra bruciata attorno alla sua gente. Ogni anno di più milioni e milioni di persone lasciano le loro abitazioni di legno, a pianoterra con un qualche gradino, per trasferirsi in miseri monolocali nei blocchi di cemento delle case popolari. Così dappertutto: dalla Cina a Giava, dal Nord del Giappone al Sud della Thailandia. Ogni anno migliaia e migliaia di chilometri quadrati di foresta vengono tagliati per la miope ingordigia di un immediato guadagno. [...]”
(Tiziano Terzani – Un indovino mi disse)

Lo Stato

Lo Stato non professa un’etica, ma esercita un’azione politica
(Piero Gobetti, La rivoluzione liberale)

Lo Stato

Lo Stato che cos’è? E’ il carabiniere
(Mussolini, alla Camera dei Deputati il 15 luglio 1923)

Religioni

Tutti i culti hanno un unico fondamento. Tutti contemplano le stesse stelle, un solo cielo ci è comune, un solo universo ci circonda. Che importa se ognuno cerca la verità a suo modo? Non si può seguire una sola strada per raggiungere un mistero così grande.
(Simmaco)

Francia

Un paese capace di dare al mondo trecento diversi formaggi non può morire
(Winston Churchill, Dichiarazione alla stampa, al tempo dell’invasione tedesca in Francia)

Non si può unificare un paese che conta 256 tipi di formaggi
(C. De Gaulle, dopo le elezioni del 1951)