Recinto come barriera fisica, naturale, come le montagne, i fiumi o gli steccati. Ma anche come barriera convenzionale, come una frontiera. Frontiere che sono lentamente sparite, superate dalla politica e dagli scambi economici. Da tante frontiere, ad un'unica frontiera, da tanti recinti ad un unico recinto, internazionale, che avvolge la nostra contemporaneità

Category: Cultura

Gli studi fiorentini di Sandro Pertini

Testo di Roberto Di Ferdinando

“La Cooperazione” è questo il titolo della tesi di laurea di Sandro Pertini, il futuro Presidente della Repubblica, che la discusse, ventottenne, il 2 dicembre del 1924 all’Istituto di Scienze Sociali “Cesare Alfieri“ (l’attuale Facoltà di Scienze Politiche) di Firenze. Per anni si è creduta andata persa in seguito all’alluvione del 1966, invece, è stata recentemente ritrovata negli archivi dell’Ateneo Fiorentino, e questa copia rimane l’ultima esistente, in quanto quella personale di Pertini andò probabilmente distrutta nell’irruzione fascista nella sua casa di Stella negli anni Trenta. L’elaborato di Pertini si compone di 248 pagine di carta velina, in copia carbone e non ha la copertina. Sandro Pertini, già dottore in Giurisprudenza a Modena, fu ammesso al terzo anno della “Cesare Alfieri” e sostenne e superò otto esami in sei mesi (all’esame di Geografia, il professor Olinto Marinelli, il più importante geografico del periodo assegna al  giovane Pertini  18/30). Pertini decise di non sostenere gli ultimi 6 esami (allora era concessa tale opzione) e di anticipare così l’impegnativa tesi di laurea. La commissione di laurea era composta da autorevoli docenti: dall’economista Giovanni Lorenzoni, il direttore dell’Alfieri, dal professore di politica e legislazione economica, Riccardo Volta, e dall’economista Piero Marsili Libelli. Il voto di laurea fu di 84/110. Leggi tutto

9 Marzo – LETTURA SCENICA DA TESTI DELLA RIVOLUZIONARIA RUSSA ALEXSANDRA KOLLONTAJ, LA PRIMA “MINISTRA” DELLA STORIA

La Fondazione il Fiore di Firenze celebra la festa delle donne il 9 marzo con ‘L’unica scelta possibile’ di Sabrina Faller dagli scritti di una protagonista della Rivoluzione d’ottobre. Ingresso libero

«La prima donna ministro della storia e la prima ambasciatrice». Può essere descritta così, attraverso questi due primati, la straordinaria figura di Aleksandra Kollontaj (S. Pietroburgo 1872 – Mosca 1952) che sarà celebrata dalla Fondazione il Fiore di Firenze per la festa delle donne 2013, nell’ambito del calendario organizzato dal Comune.
L’intellettuale e politica russa, che fu tra i protagonisti della rivoluzione sovietica, sarà ricordata il 9 marzo alle 17,30, nella Biblioteca delle Talpe della splendida sede della fondazione sulle colline di Bellosguardo, attraverso una lettura scenica a tre voci – con corredo di immagini, musiche e voci originali – de ‘L’unica scelta possibile’ di Sabrina Faller, tratto da alcuni importanti testi della Kollontaj. Gli interpreti sono Marina Zazo (che impersona Alexsandra Kollontaj), Annalena Aranguren (nei panni della sua insegnante Maria Strachova) e Luca Berni (a cui spettano tutti i ruoli maschili). L’ingresso è libero.
Al centro della vita di Alexsandra Kollontaj ci fu l’interesse per la condizione della donna. Saggista, oratrice, attivista politica, giornalista, visse in esilio percorrendo l’Europa e facendo tappa anche negli Stati Uniti, dal 1908 al ‘17, anno in cui partecipò con Lenin alla Rivoluzione d’ottobre. Nominata commissario per l’assistenza sociale, progettò una radicale riforma sanitaria, che prevedeva un sistema pubblico gratuito per tutto il Paese, ponendo l’accento sull’assistenza pre e neonatale per madre e bambino. Allontanata dalla vita politica per essersi schierata contro la nuova politica economica di Lenin, nel 1922 fu nominata ambasciatrice in Norvegia. Lavorò in ambito diplomatico fino al 1945, contribuendo ai trattati di pace dell’Urss con la Svezia e la Finlandia. Morì a Mosca nel 1952.
‘L’unica scelta possibile’ di Sabrina Faller, pur proponendo un’interpretazione originale del suo pensiero e della sua vasta opera, si fonda su testi noti e meno noti di Aleksandra Kollontaj. In particolare sull’Autobiografia; su una lettera, “Largo all’Eros all’alato!” (pubblicata nel 1923 su una rivista russa), in cui propone una nuova idea di amore che la rivoluzione bolscevica avrebbe dovuto fare propria; e su uno scritto quasi visionario (“Presto! Fra 48 anni”) che le fece ‘prevedere’ un ipotetico futuro.

Per ulteriori informazioni, Fondazione Il Fiore. Tel: 055 224774

Testo tratto da: http://met.provincia.fi.it/news.aspx?n=138704

12 marzo 2013 – Presentazione Libro: “Il Capitale: critica dell’economia politica”

“Il Capitale: critica dell’economia politica” Opere complete, vol. XXXI La Città del Sole, 2011

A cura di Roberto Fineschi. Ne discutono con il curatore: Bruno Accarino e Sergio Caruso (Università di Firenze) coordina Manfredi Alberti (Università di Roma Tre)

ore 16,15 – Polo delle Scienze Sociali, Edificio D4, Aula 06, via delle Pandette, 35 Firenze

7 marzo – Firenze: presentazione del libro: “Era ancora un ragazzo”.

7 marzo – Ore 17

Nel Salone de’ Dugento di Palazzo Vecchio in Firenze, il Presidente Giani, il Sindaco di Mauthausen (città legata a Firenze dal patto di fratellanza), Alessio Ducci (presidente ANED FIrenze), Daniele Vogelmann presenteranno il libro di Massimo Settimelli “Era ancora un ragazzo”.

“Che l’amicizia fra Firenze e Mauthausen sia il più grande deterrente contro le tragedie e l’olocausto umano come quello perpetrato il 7 e l’8 marzo di 67 anni fa quando molti fiorentini furono deportati nel lager e non fecero mai più ritorno”. Eugenio Giani (Presidente del Consiglio Comunale )

Imperium di Christian Kracht

A marzo l’editore Neri Pozza pubblicherà in Italia il libro Imperium di Christian Kracht, il caso letterario del 2012 in Germania, intorno al quale si è acceso anche un intenso dibattito per via delle accuse di razzismo mosse da un articolo di George Diez, su Spiegel.
Si veda anche: http://it.paperblog.com/a-proposito-del-romanzo-di-christian-kracht-1652567/e l’articolo di Mirella Serri su Sette-Corriere della Sera del 15 fenbbraio 2013
Christian Kracht è nato in Svizzera nel 1966. I suoi romanzi precedenti, Faserland (1995), 1979 (2001) e Ich werde hier sein im Sonnenschein und im Schatten (2008) sono stati tradotti in piú di venticinque lingue.
All’inizio del Ventesimo secolo, il Prinz Waldemar è un poderoso e moderno piroscafo da tremila tonnellate che, ogni dodici settimane, proveniente da Hong Kong, solca l’oceano Pacifico diretto a Sydney, toccando le terre del protettorato tedesco, la Nuova Pomerania. A differenza delle colonie africane, quelle terre sono, per l’Impero di Guglielmo II, assolutamente superflue. I proventi della copra, del guano e della madreperla non bastano a coprire i costi di mantenimento di un possedimento cosí vasto sperduto in Oceania. Ma nella lontana Berlino si parla di quelle isole come di preziose perle iridescenti infilate in una collana.
Attratti perciò dal loro irresistibile richiamo paradisiaco, avventurieri e sognatori di tutti i tipi si imbarcano ogni dodici settimane sul Prinz Waldemar verso i mari del Sud.
Tra questi, un giovane uomo di venticinque anni, con gli occhi malinconici di una salamandra, gracile, mingherlino, i capelli lunghi e la barba che sfiora irrequieta la casacca senza collo.
Si chiama August Engelhardt. È vegetariano e nudista, e qualche tempo fa ha scritto un libro dall’affascinante titolo Eine sorgenfreie Zukunft, «Un futuro spensierato», e ora è in viaggio verso la Nuova Pomerania per acquistare della terra e avviare una piantagione di noci di cocco. Vuole diventare un piantatore, ma non per sete di profitto, bensí per un’intima, spirituale convinzione.
Dopo un processo di eliminazione che lo ha indotto a ritenere impuri tutti gli altri alimenti, Engelhardt si è imbattuto nel frutto della palma da cocco. E ha ricavato una certezza assoluta: eleggere quel frutto, che cresce rivolto verso il sole e il fulgido Signore Iddio, a unico nutrimento non è soltanto una sana scelta alimentare, ma un modo per accostarsi a Dio e al segreto stesso dell’immortalità. Il desiderio piú grande di August Engelhardt, la sua vocazione, è perciò creare una colonia di coccovori, di mangiatori di cocco, nelle nuove terre dell’Impero.
Ispirato a una figura realmente esistita, Imperium ci trascina in un surreale turbine narrativo, dove l’avventura di Engelhardt raffigura esemplarmente il naufragio stesso dell’anima tedesca agli albori del XX secolo, e mostra la vera natura di questo romanzo: una magnifica parabola letteraria sugli abissi, sugli smarrimenti e sui pericoli insiti nell’autoaffermazione del romanticismo tedesco a partire dal XIX secolo”.
“Imperium “
di Christian Kracht
Pagine 192
Euro 16,00
Editore Neri Pozza
Collana: Bloom

Libro: “La scelta di Nadja. Io la moglie di Stalin”

Testo di Roberto Di Ferdinando

Scritto da Angela Feo (prefazione di Maria Giovanna Maglie – Editore: Sassoscritto), il libro racconta la storia di Nadja Allilueva, la seconda e giovanissima moglie di Stalin. Nadja nasce in una famiglia di attivisti bolscevichi, ammiratori di Lenin. E proprio in famiglia conosce Stalin che durante gli anni della Rivoluzione d’Ottobre ha un ruolo secondario all’interno del movimento rivoluzionario. Nadja è una ragazza dal carattere forte, convinta della causa rivoluzionaria e devota al bene della collettività. Ma ben presto la vita accanto a Stalin non sarà semplice, ma causa di umiliazioni e dolore, tanto che il 9 novembre 1932 Nadja si suiciderà in casa sparandosi un colpo alla tempia.
RDF

La corrispondenza di La Pira con l’America Latina

(fonte: Avvenire, Quotidiano Nazionale), a cura di Roberto Di Ferdinando

La casa editrice Polistampa nelle settimane scorse ha pubblicato un libro sulle lettere, appunti e discorsi conservati dall’archivio della Fondazione La Pira (nel 2009 era già uscito, sempre per Polistampa, un volume sulla classificazione di 45 mila documenti riguardanti l’ex sindaco di Firenze). Il volume (http://www.polistampa.com) a cura di Samuela Cupello e Beatrice Armandi, riporta alcune lettere e telegrammi che Giorgio La Pira scrisse tra il 1938 al 1977, tra questi alcuni molto importanti da un punto di vista storico e politico, ed esempio, 14 settembre 1973, così La Pira telegrafa a Pinochet che da alcuni giorni si era insediato al governo del Cile con un golpe: “Ricordi divina ammonitrice Parola. Qui Gladio ferit gladio perit. LaPira”, ed ancora il 26 settembre: “Mediti giudizio di Dio leggendo SanMatteo Venticinque. La Pira”. Nel maggio del ’74 scrive al Colonnello José Castro perché vengano rispettati i diritti dei prigionieri politici rinchiusi nelle carceri cilene: “Giudicate come dice Evangelo Conceda grazia”, il telegramma fu rispedito al mittente. La Pira ebbe molto a cuore la causa cilena già molti anni prima, infatti negli anni Sessanta, quando giunse alla presidenza del Cile il democristiano Eduardo Frei, La Pira lo definì così, in un telegramma a Bob Kennedy : ”Frei è la speranza storica dell’America Latina» (6 luglio 1965).
Quale presidente della Federazione mondiale delle città unite, La Pira pose il suo sguardo attento verso l’America Latina, luogo di nuove esperienze politiche e rivoluzionarie. Ecco quindi che l’8 settembre del 1970 scriveva a Fidel Castro “il cui ruolo vede decisivo anche per il Cile, invitandolo a interpretare Marx alla luce dell’Esodo in modo da costruire con i cristiani, e non senza, «un’età di giustizia e di promozione” (testo tratto da http://www.avvenire.it/ ).
I restanti telegrammi pubblicati sono dedicati allo scontro USA-URSS, al Medio Oriente, al Concilio ed a tanti altri temi di geopolitica.
RDF

Su Giorgio La Pira si veda anche: http://curiositadifirenze.blogspot.it/2011/07/la-pira-e-la-questione-della-pignone.html

2050 la fine dell’umanità. Il mondo ai robot.

A cura di Francesco Della Lunga

Nel 2050 la crescita della popolazione mondiale, arrivata al culmine, inizierà inevitabilmente a decrescere. Da quel momento il mondo dovrà vivere con una popolazione sempre più vecchia, con minori nascite, in un luogo in cui i robot la faranno da padrona. Pare un film di fantascienza, ma questa prospettiva sta coinvolgendo diversi demografi e studiosi ed è stata recentemente spiegata in un articolo apparso sul Sole 24 Ore dello scorso 13 gennaio, a firma di Kevin Kelly. La crescita della popolazione ed i suoi effetti sull’economia mondiale e, in ultima analisi sulla società contemporanea e futura, ha affascinato da secoli gli studiosi e gli economisti. Non importa qua tornare a riscoprire il pensiero di Malthus anche perché la sua prospettiva, assai catastrofica, non si è mai concretizzata. Eppure aveva una sua logica. Anche la teoria esposta da Kelly pare affascinante. Egli afferma che tutti i modelli demografici, o quasi tutti, sono concordi nel rilevare una crescita della popolazione mondiale nei prossimi decenni, nonostante che nei paesi sviluppati la tendenza sia esattamente contraria. Nei paesi ad economie avanzate infatti, il tasso di sostituzione è negativo (ovvero il tasso che misura il rapporto fra le morti e le nascite) il che significa che le coppie adulte hanno mediamente un numero di figli minore a quello necessario per mantenere la stabilità della popolazione. In parole povere, se la coppia è composta da due persone, la semplice nascita di un unico figlio rende il tasso di sostituzione negativo ed è sulla base di questo assunto che, a grandi linee, si fonda l’osservazione proposta da Kelly per la crescita della popolazione nel prossimo secolo. Tutte le più grandi economie infatti stanno andando verso un tasso di sostituzione negativo. In Europa la tendenza è in atto da qualche decennio. Paesi come la Germania e l’Ucraina starebbero sperimentando un calo della popolazione a livello assoluto. Ma in generale in tutta l’Europa la situazione è identica. Popolazioni sempre più vecchie ed un tasso di sostituzione sempre più negativo. L’analisi empirica condotta su questi paesi lega indissolubilmente il tasso di crescita al sistema economico. Maggiore è il livello di sviluppo e di benessere, minore è la propensione a generare nuove nascite. Se la tendenza rimane invariata, i figli delle coppie che nascono in questi paesi, si comporteranno esattamente come i genitori e quindi si arriverà presto ad aver un numero di coppie che paradossalmente potrebbero non avere alcun figlio. Il Giappone, altra grande economia avanzata, ha una popolazione mediamente anziana. La Cina, che fino a pochi decenni fa contava famiglie numerose, oggi ha imposto il figlio unico. Attualmente, sempre secondo questo studio, i paesi in crescita demografica sarebbero ancora alcuni paesi in via di sviluppo, ma la tendenza alla diminuzione del numero dei figli ed all’invecchiamento della popolazione parrebbe già iniziata in alcuni paesi dell’Africa sub sahariana. In che mondo vivremo dunque, a partire dal 2050? Secondo Kelly appaiono esserci pochi dubbi: un mondo di anziani, con una popolazione mediamente concentrata alla generazione di servizi di assistenza ed un numero sterminato di robot che dovranno “sostituirsi” alle persone in carne ed ossa per assolvere a numerosi compiti lasciati “liberi” da coloro che avrebbero dovuto nascere. “I problemi di una popolazione umana in crescita sono reali, ma sappiamo che cosa fare; i problemi di una popolazione umana in calo indefinito in un mondo sviluppato fanno più paura perché non li abbiamo mai affrontati”. Kevin Kelly è autore di “Quello che vuole la tecnologia”, Codice, 2011.

19 gennaio 2013 – Seminario: “The dissolution of Soviet Union: two testimonies”

19 gennaio 2013
Seminario: “The dissolution of Soviet Union: two testimonies”
ore 9,30 – Aula Altana, Via Laura, 48 – Firenze

Organizzazione: Università di Firenze, Centro Universitario di Studi Strategici e Internazionali
Il seminario avrà luogo solo in inglese

Per saperne di più: http://www.unifi.it/upload/sub/notizie/agenda/Programma_seminario_dissolution_Urss19gen2013.pdf

I Creativi Culturali

L’Espresso ha dedicato un Dossier al Neo Umanesimo con un articolo dedicato ai Creativi Culturali (vedi le immagini). Completano il Dossier anche alcune interviste tra cui anche al candidato al Nobel, Ervin Laszlo.
RDF

Espresso – pag 112
Espresso – pag 113