Recinto come barriera fisica, naturale, come le montagne, i fiumi o gli steccati. Ma anche come barriera convenzionale, come una frontiera. Frontiere che sono lentamente sparite, superate dalla politica e dagli scambi economici. Da tante frontiere, ad un'unica frontiera, da tanti recinti ad un unico recinto, internazionale, che avvolge la nostra contemporaneità

Category: Oceania

L’Australia dichiara guerra alle sigarette

(fonte: Sette-Corriere della Sera), a cura di Roberto Di Ferdinando

Nell’agosto scorso l’Alta Corte australiana ha stabilito che le case produttrici di sigarette dal 1° dicembre 2012 non potranno più apporre il loro logo sui pacchetti di sigarette venduti in Australia e non potranno fare neanche pubblicità diretta o indiretta alle proprie sigarette. Quindi, le sigarette ed i sigari adesso sono vendute  in pacchetti anonimi, il nome del produttore, anche per renderlo riconoscibile all’acquirente, è scritto solo in caratteri piccoli e sotto un’immagine che ricorda gli effetti nocivi per salute del fumare: foto di malati terminali di tumore al polmone, bambini asmatici, bocche devastate dal cancro. Il 75% della parte anteriore del pacchetto ed il 90% di quella posteriore riportano i rischi per la salute per i fumatori.
RDF

(foto tratte da: http://www.lettera43.it e http://www.ilsole24ore.com )

Le soldatesse australiane potranno andare in prima linea

(fonte: Sette-Corriere della Sera)

Il ministro della Difesa australiano, Stephen Smith, ha annunciato che entro 5 anni le soldatesse australiane potranno partecipare ad operazioni di prima linea, tra cui sminamento, difesa aerea, combattimento nell’artiglieria e cavalleria, quindi circa il 17% delle operazioni svolte dalle forze armate dell’Australia. Il ministro ha aggiunto, difatti, che “in futuro la scelta del ruolo di un militare in battaglia dipenderà quindi unicamente dalle sue capacità, non dal sesso”. Dal 1899 le donne sono arruolate nelle forze armate australiane ed oggi rappresentano il 12,8% del totale.
Non sono molti però i paesi dove le donne, non solo si possono arruolare, ma anche partecipare ad operazioni di guerra. Riporto di seguito alcuni dati in merito, pubblicati dal settimanale Sette-Corriere della Sera.
In Canada dal 1982 le donne si arruolano e possono essere impiegate in teatri di guerra, dal 2002 fanno parte anche degli equipaggi dei sottomarini.
In Gran Bretagna, le donne rappresentano il 9% delle forze armate, ma non possono essere impiegate in operazioni che possano prevedere la vicinanza o l’uccisione del nemico.
In Danimarca l’arruolamento alle donne è molto limitato, ma ad oggi le donne sono il 5% dei soldati dell’esercito, il 6,9% della marina e l’8,6% dell’aviazione.
Dalla nascita di Israele le donne partecipano alla difesa del paese. Per le donne il servizio militare dura due anni, ed è obbligatorio. In operazioni di guerra ad oggi sono impiegate 1.500 soldatesse.
Dal 2001 in Nuova Zelanda le donne possono arruolarsi in fanteria, mezzi corazzati e artiglieria.
In Italia, dal 1999 le donne sono ammesse nelle Forze Armate, ma non possono ricoprire ruoli in prima linea.
In Spagna, invece è dal 2007 che le donne si arruolano (sono il 9% sul totale dei soldati), ma qui possono essere dispiegate anche in teatri di guerra ed in prima linea.
Infine gli USA, dal 1941 esiste il Woman’s Army Auxiliary Corps e nel 1989, nell’invasione di Panama, per la prima volta nella storia militare statunitense, una donna, il capitano Linda L. Bray, ha guidato un plotone di uomini in battaglia.
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L’ora è fuggita….

(fonte: Corriere della Sera), a cura di Roberto Di Ferdinando

Il 1° gennaio 2012 Samoa cambierà il proprio fuso orario. Lo ha deciso il governo del piccolo stato-arcipelago del Pacifico (nove isole e 162.000 abitanti). Oggi Samoa è l’ultimo luogo in cui si può osservare il tramonto del sole, infatti si trova ad est nella linea internazionale del cambio data (nel 1892 i samoani decisero di allinearsi all’orario USA per agevolare il commercio con le Americhe), cioè, nonostante abbia “vicine” geograficamente l’Australia e la Nuova Zelanda, da un punto di vista orario invece si trova a 21 ore di distanza dalla prima e a 23 dalla seconda. Questo rappresenta un problema se pensiamo che Samoa ha stretto con questi due paesi forti rapporti commerciali e turistici. Inoltre sono molti i samoani che sono emigrati in Australia ed in Nuova Zelanda. Il problema è, quindi, che quando a Samoa è venerdì in Australia e Nuova Zelanda è sabato, e per chi prende giorni di vacanza per visitare l’arcipelago o rientrare in patria, un giorno di ferie o di lavoro, in meno o in più, anche a queste latitudini, è prezioso. Il governo di Samoa, guidato da Tuilaepa Sailele Malielegaoi, ha quindi deciso di portare il paese avanti di 24 ore per riagganciarsi all’Asia, spostandosi così ad ovest della linea internazionale del cambio data, divenendo il primo luogo dove osservare l’alba.
Sarà una rivoluzione per i samoani, ma non la prima, infatti, lo stesso governo nel settembre 2009 decise di cambiare la guida da destra a sinistra per uniformarsi ai codici stradali dei paesi vicini e permettere ai samoani emigrati nei paesi ex colonie britanniche di inviare le loro macchine usate in patria. Anche allora polemiche e preoccupazioni accompagnarono la decisione. Il cambiamento è avvenuto senza alcun disagio. Sarà così anche per il cambio di fuso? I samoani non vedono l’ora….
RDF

Microstati, grandi alleati

Israele e Lega Araba si contendono anche sull’amicizia con la Micronesia.
(fonte: Corriere della Sera), a cura di Roberto Di Ferdinando

Notizie dall’Oceania: l’Australia si arma

Il governo australiano prevede entro 20 anni lo scoppio di un conflitto bellico nell’Oceano Pacifico (scatenato dalla Cina?)ed ha quindi avviato un piano di riarmo da 70 miliardi di dollari. (Fonte: Il Sole 24 Ore).
A cura di Roberto Di Ferdinando