Recinto come barriera fisica, naturale, come le montagne, i fiumi o gli steccati. Ma anche come barriera convenzionale, come una frontiera. Frontiere che sono lentamente sparite, superate dalla politica e dagli scambi economici. Da tante frontiere, ad un'unica frontiera, da tanti recinti ad un unico recinto, internazionale, che avvolge la nostra contemporaneità

Masticare la foglia di coca

masticazione-300x224“[…] Nelle Ande, l’ingestione di foglie di coca permette agli indios di procurarsi gli elementi essenziali per garantire  l’equilibrio nutrizionale. La coca, nella sua forma naturale, non è mai stata “cocaina”. Le sue foglie sono un cibo molto ricco di proteine, zuccheri, grassi, fibre, vitamine, oligoelementi e solo in minima parte di alcaloidi. In effetti, la razione di coca naturale che un indio ingerisce in venticinque giorni, un drogato la consuma, come cocaina, in una sola dose. A seguito del procedimento chimico di estrazione della droga, il rimanente 99.7% delle foglie risulta inservibile ed è uno scarto che danneggia parecchio l’ecologia del terreno, sul quale viene bruciato come spazzature. […]”
(H. Mamani, Negli occhi dello sciamano)

Farnesina, la ‘fuga’ dei diplomatici

30658-la-farnesinaNell’articolo di Pietro Romano, pubblicato su Panorama del 27 aprile 2016, si denuncia l’esodo degli ambasciatori italiani dal Ministero degli Esteri verso altri settori della Pubblica Amministrazione o dell’alta imprenditoria privata. Questo sarebbe un ulteriore atto della polemica che da alcuni mesi si è creata tra il nostro corpo diplomatico ed il Governo. Infatti, le feluche denunciano il fatto che si stia attuando un’”occupazione” governativa della Farnesina: Elisabetta Belloni, molto vicina al sottosegretario di Renzi, Lotti, è stata nominata a guidare la macchina burocratica del Ministero, Armando Varricchio, ex consigliere di Renzi, è stato inviato all’ambasciata a Washington, mentre al politico, quindi non ad un diplomatico (nomina irrituale), Carlo Calenda, è stato affidata la delicata rappresentanza di Bruxelles. E così, i nostri diplomatici, ritenuti funzionari di alto e qualificato profilo, cedono alle lusinghe, anche remunerative, del mondo privato o di altri ambienti pubblici. Alcuni esempi: l’ambasciatore Michele Valensise, segretario generale del Ministero degli Esteri, è stato nominato vice presidente esecutivo del gruppo Astaldi, dove già siede un altro ex diplomatico, Luigi Cavalchini Garofoli. Francesco Paolo Fulci è presidente di Ferrero, Rinaldo Petrignani fino a pochi mesi fa era consulente di Boeing, Vincenzo Petrone è presidente di Fincantieri, Riccardo Sessa della Società per il Traforo del Monte Bianco, Giuseppe Scognamiglio ad Unicredit. Nel settore pubblico Giampiero Massolo è direttore del Dipartimento delle informazioni per la Sicurezza, Giovanni Castellaneta è presidente della Sace, banca per il credito all’esportazione, e Pier benedetto Francese è alla camera di Commercio di Vercelli.
Roberto Di Ferdinando

Rischio soia

(Fonte: Io Donna – Corriere della Sera)

soia_paraguay_7Il mangime impiegato negli allevamenti italiani si compone per l’87% di soia;  soia importata anche dal Sud America. Infatti, negli ultimi anni è aumentata in maniera vorticosa la domanda di soia, anche per la produzione di biocarburante, tanto che nei paesi latinoamericani, principali produttori,  per far fronte a tale richiesta, che porta forti guadagni, si è determinato un cambiamento, o peggio, uno stravolgimento dell’ambiente naturale e sociale di ampie regioni. Una di queste è la Paranena in Paraguay. Infatti , qui la coltivazione di soia coinvolge la maggioranza dei campi. Non solo, in Paraguay l’85% dei terreni è di proprietà del 2,6% della popolazione, e questi pochi latifondisti hanno deciso di abbattere un milione di ettari di bosco atlantico per la monocoltura della soia che rappresenta in Paraguay il 12% del PIL. E ogni anno oltre il 9% del terreno paraguaiano è convertito alla coltura della soia.  Questa trasformazione dell’ambiente ha generato conseguenze anche in ambito sociale. Basti pensare che fino a dieci anni fa, per coltivare circa 500 ettari si rendeva necessario l’impiego di 50 famiglie che potevano vivere di questo lavoro. Oggi, lo stesso spazio, coltivato a soia, può essere curato da un solo campesino. Le campagne quindi si stanno spopolando, circa 9.000 famiglie di contadini all’anno, senza più terra da coltivare, migrano verso i centri urbani carichi di speranze che saranno deluse. Chi rimane nelle campagne ed ha la fortuna di avere il lavoro nei campi, non si salva però dalla contaminazione ambientale provocata dai potenti pesticidi impiegati nella regione di Paranena. Ad esempio si usa anche il glifosato, riconosciuto dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro come “probabile cancerogeno”. Se non bastasse gran parte della soia coltivata in Brasile, Argentina e Paraguay, rispettivamente il 2°, 3° e 4° produttore al mondo di soia (primo in assoluto sono gli USA) è transgenica……
RDF

Lezioni di parità per i rifugiati

(testo tratto dal Corriere della Sera)

volantino
La guida con le «regole base» distribuito ai rifugiati in Austria (qui in arabo, c’è in tedesco, farsi e inglese).
Comprende informazioni sulla parità di genere. Ecco la traduzione di alcune didascalie:
Donne e uomini in Austria hanno gli stessi diritti.
Le donne decidono la propria vita, proprio come gli uomini
Ognuno ha il diritto di essere trattato con rispetto.
La violenza è proibita in Austria.
Anche in famiglia non è tollerato alcun tipo di violenza!
In Austria, uomini e donne godono degli stessi diritti.
Una donna può decidere da sola chi sposare e quando.
E può vivere con un uomo anche se non è sposata.
Allo stesso modo, ogni uomo può scegliere la propria moglie o partner
Sostieni i tuoi figli nel percorso scolastico e di formazione.
Con una buona istruzione, avranno una migliore possibilità di trovare un buon lavoro da grandi
Intervieni quando assisti a un’ingiustizia! Il coraggio civile è molto importante in Austria
Le coppie dello stesso sesso in Austria sono consentite.
Le donne possono vivere con le donne e gli uomini con gli uomini
Sono previsti corsi di sport e di nuoto a scuola. Ragazze e ragazzi devono partecipare
La violenza contro i bambini è severamente proibita

La parola Islam

article-0-07A58F7A000005DC-400_634x385Ogni vocabolo arabo trae origine, etimologicamente, da una terna di consonanti. La parola ‘Islam’, deriva, infatti, dalle tre consonanti che la compongono: S, L e M. Solitamente Islam si traduce con le parole ‘Vera pace’ o ‘Salute’. Ma il suo vero significato è: affidarsi, abbandonarsi, arrendersi. E secondo la tradizione islamica, solo in tali stati di abbandono e di fiducia è possibile scoprire e fare esperienza, per l’appunto, di una vera pace e di una piena e totale salute.

Roberto Di Ferdinando

La popolazione mondiale

0c87447aa69b5f191b97027c01cade11Testo di Roberto Di Ferdinando (fonte: Corriere della Sera)

Max Galka è un blogger statunitense (Metrocosm) che ha realizzato una mappa del mondo in cui è riportata la densità abitativa della Terra. Attingendo ai dati forniti dalla NASA, che ha diviso il mondo in 30 milioni di quadrati, con lato di 5 km, Galka ha colorato di giallo le zone del pianeta che hanno più di 8 mila abitanti, invece nere risultano quelle meno popolate. La mappa conferma ciò che di fatto sappiamo di già: l’Asia (con la Cina ha un miliardo trecentosettantaquattromilioni e duecentoventimila  abitanti, l’India 1.252 miliardi) è il continente più popoloso, le città costiere cinesi e la regione del Gange (india) sono quelle che hanno la più alta concentrazione al mondo di abitanti. Ma secondo le stime nel 2100 la Terra avrà 11 miliardi di abitanti e metà della crescita sarà in Africa.

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Indonesia: Pancasila

Testo di Roberto Di Ferdinando

arti-lambangriI recenti attentati terroristici in Indonesia hanno fatto commentare agli analisti internazionali, che questi rappresentano un attacco ai principi fondanti del paese asiatico (con i suo oltre 200 milioni di abitanti è il paese musulmano più popoloso al mondo). Principi che prevedono la convivenza anche tra confessioni diverse, una convivenza impossibile da accettare per gli integralisti. Si tratta della Pancasila (dal sanscrito: panca= 5 sensi e sila= principi), i 5 principi introdotti nel dopoguerra da padre della patria Sukarno, riadattati poi dal suo successore, Suharto, e fatti propri, oggi, dal Partai Demokrat, il partito attualmente al governo.
Ecco i prinicipi principi ritenuti inseparabili e interdipendenti su cui si fonda il governo indonesiano:
1) Fede nell’unico e solo Dio (in indonesiano: Ketuhanan Yang Maha Esa).    Credere in Dio, per cui tutte le religioni sono trattate allo stesso modo e hanno la libertà religiosa.
2) Giustizia e civiltà umana (in indonesiano: Kemanusiaan Yang Adil dan Beradab).
3) Unità dell’Indonesia (in indonesiano: Persatuan Indonesia).
4) Democrazia guidata dalla saggezza interiore dell’unanimità derivata dalle delibere dei rappresentanti (in indonesiano: Kerakyatan Yang Dipimpin oleh Hikmat Kebijaksanaan, Dalam Permusyawaratan Perwakilan).
5) La giustizia sociale per tutto il popolo indonesiano (in indonesiano: Keadilan Sosial bagi seluruh Rakyat Indonesia).
Questi principi sono rappresentati nello stemma dell’Indonesia (dal 1950 ufficiale), il Garuda Pancasila (l’aquilla giavanese) che nello scudo li rappresenta simbolicamente.
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La Global Seeds Vault, la prima banca mondiale delle sementi

Testo di Roberto Di Ferdinando (fonte La Repubblica)
hqdefaultNel 2008 il governo norvegese inaugurò la Global Seeds Vault, la prima banca mondiale delle sementi. Lo scopo è quello, in caso di un apocalisse, di garantire agli eventuali sopravvissuti i semi per riprendere le coltivazioni. La banca, che dipende dal ministero dell’Agricoltura e del Cibo norvegese, tiene in deposito i semi che, su iniziativa volontaria, i vari governi decidono di voler conservare e rimangono di proprietà di chi li invia. I semi sono conservati in un deposito anti atomico nelle isole Svalbard, a 1.120 km dal Polo Nord, appena fuori la cittadina di Longyearbyen, all’interno di magazzini di stoccaggio di 24 metri per 15 realizzati a 120 metri dentro una montagna ed ad una temperatura costante di -18 gradi. Il deposito è difeso da un sistema di sorveglianza armata. Ad oggi questa banca conserva 860 mila varietà di specie vegetali per un totale di 500 milioni di semi. Quasi tutti i paesi hanno inviato semi del proprio territorio: di riso filippino, di manghi nigeriani, di banane camerunensi, di lattughe belghe, ma anche semi con etichettatura dell’ex Unione Sovietica, inviati dalla Russia, ma stoccati da Mosca, prima del 1989. Povero, invece, il contributo italiano: ad oggi è conservato a Longyearbyen solo il genotipo di un mail molto particolare dall’Orto botanico di Pavia (l’Italia si può consolare sul fatto che il complesso sistema di raffreddamento del deposito che garantisce l’integrità dei semi è italiano). In ogni momento il paese donatore può richiedere che gli siano restituiti i propri semi. Così è accaduto, recentemente, e per la prima volta, quando su richiesta della banca dei semi siriana, che oggi ha sede in Libano ed in Marocco dopo i bombardamenti in patria, 38 mila semi siriani hanno lasciato il deposito per tornare ai propri proprietari, i ricercatori siriani.
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I servizi segreti francesi (ed italiani) pagano una cattiva riforma

SERVIZI-SEGRETI(fonte Panorama), testo a cura di Roberto Di Ferdinando
Luciano Tirinnanzi, direttore di Lookout News, quotidiano di geopolitica, intelligence e sicurezza, ha pubblicato un proprio articolo, su Panorama del 25 novembre 2015, alla luce dei tragici eventi di Parigi, in cui evidenza come una riforma dei servizi segreti francesi del 2014, abbia indebolito la sfida contro il terrorismo in Francia.
Infatti, il sistema di sicurezza francese, prima del 2014, aveva un’organizzazione simile a quello italiano. A Parigi  la sicurezza interna era affidata a due servizi, la DsT e la Rg, che riferivano direttamente al Capo della Polizia. Con la riforma, i due servizi sono stati sostituiti da un unico, la Dgsi, che risponde, invece, al ministro dell’Interno, prendendo una connotazione più “politica” che tecnica, che mirano ad un’attività di breve corso senza una strategia di ampio respiro e lungimiranza.
L’Italia, sempre come riporta Tirinnanzi, la riforma dei servizi segreti è avvenuta nel 2008, determinando, qui, invece, una burocratizzazione del servizio: ogni attività, anche di basso profilo, dev’essere messa per iscritto, e dev’essere vagliata da pareri legali. Inoltre, Tirinnanzi denuncia la mancata collaborazione e scambio di informazioni tra AISI (servizi interni) e AISE (servizi esterni), e l’aver puntato più sulle nuove tecnologie, tralasciando le attività classiche sul campo.
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10 Dicembre Dipartimento di Storia Archeologia Geografia Arte e Spettacolo (SAGAS), Aula Magna – Firenze — Convegno internazionale: “La pirateria fra storia e diritto: percorsi di ricerca interdisciplinare”

Convegno internazionale: “La pirateria fra storia e diritto: percorsi di ricerca interdisciplinare”
Coordina Ida Gilda Mastrorosa.  Intervengono: Roberto Bartoli (Università di Firenze), Philip de Souza (University College, Dublin), Immacolata Eramo (Università di Bari), Marco Gemignani (Università di Pisa), Mario Lentano (Università di Siena), Ida Gilda Mastrorosa (Università di Firenze), Marco Pellegrini (Università di Bergamo), Stefano Pietropaoli (Università di Salerno), Filippo Ruschi (Università di Firenze), Anna Tarwacka (Uniwersytet Kardynala Stefana Wyszynskiego Warszawa).
Programma: http://www.sagas.unifi.it/upload/sub/documentazione/dic-mastrorosabrochure-workshop-pirateria.pdf
10 Dicembre 2015  -  ore 9,15
Sede:

Dipartimento di Storia Archeologia Geografia Arte e Spettacolo (SAGAS), Aula Magna, Via San Gallo, 10 Firenze
Organizzazione:

Dipartimento di Storia Archeologia Geografia Arte e Spettacolo (SAGAS) dell’Università di Firenze, Laboratorio di Storia Moderna