Recinto come barriera fisica, naturale, come le montagne, i fiumi o gli steccati. Ma anche come barriera convenzionale, come una frontiera. Frontiere che sono lentamente sparite, superate dalla politica e dagli scambi economici. Da tante frontiere, ad un'unica frontiera, da tanti recinti ad un unico recinto, internazionale, che avvolge la nostra contemporaneità

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Jing-Jin-Ji, la futura capitale della Cina di 110 milioni di abitanti

Beijing's Daily Life(Testo di Roberto Di Ferdinando, fonte: la Repubblica)

E’ il prossimo progetto ambizioso della Cina: costruire entro il 2025 una nuova città, “JJJ” ( Jing-Jin-Ji) la nuova capitale, di 110 milioni di abitanti ed estesa 100 mila chilometri quadrati. Il cuore del progetto prevede la fusione ed il collegamento di alcune città e villaggi già esistenti: Pechino, il porto di Tianjin, le pianure dello Yangtze, le montagne che confinano con la Mongolia e la regione dell’Hebei. La super megalopoli sarà dotata di decine di linee ferroviarie ad alta velocità, di autostrade, canali fluviali, ponti, metropolitane, aeroporti, tunnel che garantiranno spostamenti rapidi tra i vari quartieri-città della nuova capitale. Una rete di collegamenti veloce inevitabile, basti pensare che oggi per un pendolare (il 60% degli abitanti di Pechino – 8,1 milioni di persone, abita oltre il quinti anello delle circonvallazioni, quindi in piena periferia) raggiungo il luogo di lavoro dopo tre o cinque ore di viaggio (gli anziani si alzano molto prima dell’alba per fare la fila alle fermate dei bus per i loro figli e nipoti che lavorano in città garantendo loro qualche ora di sonno in più) percorrendo 50 chilometri in metropolitana. Stesse ore si impiegano per il viaggio di ritorno.
Secondo le stime dei progettisti di JJJ, la nuova rete di trasporti (treni e metro capaci di raggiungere la velocità di 300 chilometri orari) e vie di comunicazione garantirà ai pendolari un viaggio per recarsi a lavoro di non più di 50 minuti, percorrendo al massimo 100 chilometri. Infatti, la città sarà pianificata per distretti lavorativi: Pechino sarà il centro culturale e del terziario hi-tech, Tianjin della ricerca, distribuzione ed energia, Hebei della manifattura delle piccole e medie imprese, Tongzhou centro del potere politico, amministrativo e militare.
RDF

La Cina prende di mira il tempo (atmosferico)

(fonte: Corriere della Sera), testo di Roberto Di Ferdinando

pioggia - dell'orcoNon bastavano le scie chimiche, adesso i nostri cieli rischiano di essere presi di mira con cannoni e razzi carichi di ioduro d’argento. E’ la Cina ad aver scelto il nuovo obiettivo strategico: pianificare a tavolino le migliori condizioni atmosferiche per la propria economia. Sembra fantascienza, ma purtroppo è la realtà. Infatti, a Pechino esiste un “Centro di cambiamento del tempo dell’amministrazione meteorologica” che ha il compito di studiare e realizzare delle tecniche per intervenire sul tempo atmosferico. Il progetto per il momento ha ottenuto il finanziamento di 130 milioni di euro da parte del governo di Pechino da applicare nelle province del nord-est della Cina, e poi da espandere ad altre sei regioni, che garantisca piogge artificiali senza grandine. Il progetto ha avuto delle sperimentazioni positive nell’estate scorsa, quando nelle campagne del centro sud sono state disperse in cielo (“semina delle nuvole”) sostanze in grado di coagulare le molecole d’acqua in modo da creare gocce piovane. L’operazione è stata eseguita utilizzando 15.987 colpi di artiglieria e 727 razzi carichi di ioduro d’argento, in alcuni casi queste bombe “atmosferiche” sono state sganciate da veri e propri aerei bombardieri. Gli esperimenti della semina delle nuvole stanno andando avanti da oltre dieci anni, basti pensare che dal 2002 al 2011 in Cina sono state addensate artificialmente nuvole che hanno indotto 500 miliardi di tonnellate di pioggia ed i prossimi obiettivi da raggiungere per la Cina parlano di 60 miliardi di tonnellate di pioggia senza grandine, da bagnare 540 mila miliardi di metri quadrati. Poco note, invece, le conseguenze sulla salute delle persone, animali e terreno, dovute a questi bombardamenti, infatti lo ioduro d’argento è tossico, sebbene gli scienziati cinesi rivelino che un proiettile della pioggia contiene un solo grammo di ioduro ed un razzo tra gli 8 ed i 15 grammi.
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