Recinto come barriera fisica, naturale, come le montagne, i fiumi o gli steccati. Ma anche come barriera convenzionale, come una frontiera. Frontiere che sono lentamente sparite, superate dalla politica e dagli scambi economici. Da tante frontiere, ad un'unica frontiera, da tanti recinti ad un unico recinto, internazionale, che avvolge la nostra contemporaneità

Tag: ex colonie italiane

Il viaggio di Lapo Pistelli nel Corno d’Africa

P1000514 distributore ad Adi Ar Kay

Il vice ministro degli Affari Esteri Lapo Pistelli ha recentemente intrapreso un viaggio nel Corno d’Africa. Il vice ministro espone chiaramente la situazione presente sul territorio e le politiche che il nostro paese intende attuare verso un’area che storicamente ha avuto una forte presenza italiana. Vi sono inoltre contributi di Mario Raffaelli e Alfredo Mantica. Il report del viaggio è stato ospitato da Oltreradio. Per gli interessati al tema, vi proponiamo le interviste con un semplice click sul link sotto riportato.

Francesco Della Lunga

http://www.oltreradio.it/talk/viaggio-corno-dafrica

Foto: Francesco Della Lunga

 

 

La politica estera “informale”

(fonte: Corriere della Sera), testo di Roberto Di Ferdinando

1972_desktop63_00bx_zIn questi giorni in Italia è in uscita il libro di memorie di Hillary Clinton, dal titolo “Scelte difficili”. Il Corriere della Sera ha dedicato una pagina intera a questo prodotto editoriale, pubblicando anche alcuni brani del libro. Di seguito riporto alcuni passaggi di uno di questi brani apparsi sul Corsera, a dimostrazione di quanta ipocrisia sul politicamente corretto esista anche nel campo degli esteri. Il brano interessato riguarda la ricostruzione dell’ex Segreterio di Stato USA sull’intervento occidentale in Libia nel 2011. La Clinton dichiara che all’interno dell’amministrazione statunitense erano molte le perplessità sull’intervento militare. Nel marzo del 2011, alla vigilia della riunione ufficiale in cui i leader occidentali avrebbero dovuto decidere la linea politica, ed eventualmente militare, in Libia (appoggiare i ribelli contro Gheddafi?), il presidente francese, Sarkozy confessò alla Clinton ed al premier inglese, Cameron, che gli aerei da guerra francesi erano già in volo verso la Libia: la Francia aveva scelto costringendo gli altri paesi a seguirla. Tale decisione fu criticata dai leader occidentali presenti, in particolare dall’allora presidente del Consiglio italiano, Berlusconi, che Hillary ricorda indignato per l’accaduto. Riporto la memoria della Clinton: “Vige una convinzione informale secondo cui alle vecchie potenze coloniali spetterebbe il diritto di assumere il comando nella risoluzione della crisi nei loro ex possedimenti. Nel caso della Libia, ex colonia italiana, Berlusconi riteneva che la prima linea spettasse all’Italia, non alla Francia.” Da sottolineare due aspetti di questo passaggio. Il primo: esiste una “convinzione informale” in politica estera, una sorta di spartizione di zone di influenza che si rifà al periodo coloniale. Sono passati decenni, secoli, si parla di organizzazioni sovranazionali per dirimere le controversie internazionali, ma poi è un ristretto cerchio di vecchie potenze a condurre le danze diplomatiche e militari. Il secondo aspetto: tale convinzione è meno convinta quando riguarda gli interessi di USA, Gran Bretagna e Francia. Infatti, nella vicenda libica l’Italia, secondo le regole non scritte della “convinzione informale” avrebbe dovuto guidare il comando delle operazioni diplomatiche e strategiche in Libia, ma fu messa da parte dalla Francia, che in nord Africa aveva ingenti interessi da difendere e da stringere.

RDF

Duro colpo alla pirateria somala: arrestato in Belgio il capo Mohammed Abdi Hassan

Commento di Francesco Della Lunga

I fasti raggiunti dai pirati somali negli ultimi cinque anni sembrano destinati ad essere arrivati all’epilogo. Il presunto capo dei pirati che hanno portato a termine sequestri di numerose navi al largo della costa somala e nel golfo di Aden, Mohammed Abdi Hassan, è stato arrestato a Bruxelles lo scorso sabato 12 ottobre, ma la notizia è trapelata soltanto nei giorni scorsi. Hassan, detto anche Afweyne (che significa grande bocca in somalo, soprannome attribuibile alle “prede” che avrebbe catturato con il suo gruppo in passato o, in altre parole, alla stazza delle navi), sarebbe stato attirato a Bruxelles dagli agenti federali dello stato belga con uno stratagemma, facendogli credere di avere bisogno di un esperto di pirateria per realizzare un documentario sul tema. La notizia è stata diffusa dal procuratore federale Johan Delmulle nel corso di una conferenza stampa. Hassan, ricercato da oltre quattro anni, sarebbe stato ritenuto responsabile di alcuni sequestri spettacolari come quelli della nave da cargo ucraina, la Faina, nel 2008 e quello della superpetroliera saudita Sirius Star.

Nel nostro Recinto Internazionale aCargo Boat Close upbbiamo dato numerose notizie sulla questione dei pirati somali. Si possono vedere i nostri articoli e commenti nella sezione “Africa”.

La fonte di questo articolo è l’Osservatore Romano del 16 ottobre

La ricostruzione di Mogadiscio. Un bel video da youtube

Commento di Francesco Della Lunga

La pace in Somalia e soprattutto la stabilizzazione della capitale sembra trovare delle conferme non solo dai principali esponenti politici ma anche dai cittadini comuni. Abbiamo trovato questo bel video su youtube e vi invitiamo a guardarlo. Con estrema difficoltà e soprattutto con tempi non stimabili la vecchia capitale somala pare riprendere fiato. In realtà, a giudicare dal video, sembra non essersi mai fermata.